Juventus 3-2 Porto | Ennesima delusione europea

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I bianconeri non possono sbagliare questa volta. Il 2-1 subito al “do Dragão” è arrivato al termine di una delle peggiori partite dell’era Pirlo, ma la squadra nell’ultimo mese (quasi), il rullino di marcia sembra essersi invertito. Riecco Arthur in mediana, fondamentale nelle ultime uscite prima dell’infortunio, schierato nonostante la condizione non sia ideale. Occhi ovviamente puntati su Ronaldo, tutti si aspettano una prestazione superlativa, che possa svegliare la Juve da questo brutto sogno.

Conceicao recupera in extremis Pepe, dopo che aveva accusato qualche problema nella rifinitura. Il brasiliano naturalizzato portoghese ha svolto il riscaldamento e ha dato l’ok al mister: sarà della partita. Il Porto si ritrova nella inaspettata posizione di gestire il vantaggio, ancora rimpiange il gol di Chiesa nel finale dell’andata, ma ora arriva a Torino e non può permettersi di chiudersi a riccio.

Juventus – Porto, la partita

I bianconeri scendono in campo con un atteggiamento diverso rispetto a quello disastroso dell’andata: dopo tre minuti infatti Morata fa sussultare i tifosi a casa con una zuccata da posizione più che invitante, ma è poco freddo e indirizza la palla dritta tra le braccia di Marchesin.

I portoghesi sono ben consapevoli del vantaggio che portano in dote e nel primo tempo fanno tutto tranne che chiudersi. Taremi vuole bissare il gol dell’andata, e questa volta non ha bisogno di alcun errore difensivo a favorirlo. L’iraniano ha due buone occasioni consecutive: la prima gli è negata da Szczesny, la seconda dalla traversa.

I binari sembrano ormai stabiliti: la Juve terrà il possesso e cercherà l’azione manovrata, il Porto si difenderà e non rinuncerà mai a ripartire, mantenendo un ritmo forsennato per tutti i primi 45′ minuti. Al 17′, Demiral ghiaccia tutti con un fallo ingenuo in area di rigore. Sergio Oliveira non tentenna: palla da una parte Szczesny dall’altra. 0-1.

Gli uomini di Conceicao non mollano l’osso neanche per un secondo e mettono in perenne difficoltà la Juventus, che nel secondo tempo deve cercare più mobilità lì davanti e, soprattutto, le giocate di un Cristiano Ronaldo praticamente evanescente.

Juventus – Porto, la ripresa

La ripresa vede un unico grande protagonista: Federico Chiesa. Al 49′ sfrutta una sponda di Ronaldo e insacca un gol “alla Del Piero“, pareggia i conti e riapre la pratica. La partita s’innervosisce, tanto che Taremi prende due gialli in tre minuti, un po’ ingenui a dire il vero, e lascia i suoi in dieci uomini. A sfruttare la superiorità, neanche a dirlo, il solito Chiesa, che piomba su un cross di Cuadrado dalla destra e piega i guantoni di Marchesin. Virtualmente si andrebbe ai supplementari, ma la Juve continua a spingere, non ha intenzione di fermarsi.

La resistenza opposta dal Porto è incredibile. Corona, colpevole sui gol di Chiesa, si riscatta facendo vedere i sorci verdi ad Alex Sandro ma, soprattutto, Conceicao può contare su un vero gigante in difesa: Pepe. Il capitano dei portoghesi non smette di battersi un secondo e, con un po’ di fortuna, il Porto riesce ad agguantare i tempi supplementari.

Al 91′, da segnalare il gol di Morata, annullato per un fuorigioco millimetrico e la traversa clamorosa di Cuadrado che avrebbe meritato miglior fortuna.

Juventus – Porto, i supplementari

Le squadre sono stanche, la Juventus può contare su un uomo in più ma i suoi migliori interpreti di stasera sono con la lingua a penzoloni. Fuori Chiesa, dentro Bernardeschi, fuori Arthur, autore di una prestazione magistrale in mezzo al campo e dentro Kulusevski. Il primo tempo si chiude senza grossi sussulti, se non per uno stacco imperioso di Marega, che sovrasta un Alex Sandro in difficoltà durante la gara, ma che Szczesny para facilmente.

Nel secondo tempo i bianconeri sembrano avere qualcosa in più. La partita è esclusivamente per cuori forti. Kulusevski, ispiratissimo,  non riesce a trovare la via del gol e il Porto sembra totalmente sugli scudi. Come non detto. Al 115′ Sergio Oliveira lascia partire un missile da trenta metri da punizione, che passa tra le gambe di Ronaldo e beffa Szczesny. Sembra ormai finita, ora servono due gol per passare alla Juventus che si riversa in attacco. Al 117′ Bernardeschi batte un corner disperato ed è Rabiot a sltare più in alto di tutti: è 3-2.

Gli ultimi tre minuti non sono sufficienti agli uomini di Pirlo per riacciuffare la qualificazione, è l’ennesima delusione europea, arrivata troppo presto. C’è da dire che all’andata non sono quasi scesi in campo e il Porto non ha mollato un centimetro, comandato dal leone della retroguardia Pepe, ha venduto cara la pelle per più di 200 minuti. Lo squillo che tutti si aspettavano da Ronaldo, non solo non è arrivato, ma ha dato l’impressione di essere quasi un peso per il collettivo. Tutto, tranne che una prestazione da Ronaldo. Cala il sipario all’Allianz Stadium, e ogni discorso sulla buona partita disputata non può che svanire di fronte a una scena già vista e che a Torino si saranno sicuramente ripromessi di non rivivere. Ancora.

Juventus – Porto, il tabellino

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Demiral, Bonucci (75′ de Ligt), Alex Sandro; Cuadrado, Ramsey (75′ McKennie), Rabiot, Arthur (Kulusevski 102′), Chiesa (Bernardeschi 102′); Ronaldo, Morata. All.: Pirlo. A disp: Buffon, Chiellini, Di Pardo, Dragusin, Fagioli, Frabotta, Pinsoglio.

PORTO (4-4-2): Marchesin; Manafa, Pepe, Mbemba, Zaidu (71′ Luis Diaz); Uribe (90′ Grujic), Sergio Oliveira (118′ Ndiaye), Otavio (62′ Sarr); Corona (118′ Leite), Marega (106′ Martinez Toni), Taremi. All. Conceicao. A disp.: Anderson, Costa, Evanilson, Conceicao, Nanu, Vieira.

ARBITRO: Kuipers

ASSISTENTI: van Roekel – Zeinstra

IV UOMO: Nijhuis

VAR: van Boekel (AVAR) Higler

MARCATORI: 19′, 115′ Sergio Oliveira, 49′,63′, Chiesa, 117′ Rabiot

AMMONITI: Otavio, Sergio Oliveira, Mbemba, Chiesa, Cuadrado, Bernardeschi, Rabiot

ESPULSI: Taremi per doppia ammonizione

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