Di Luigi Capasso

Un patto dice che non è l’ultima chiamata di Fabio Caserta. L’allenatore della Juve Stabia, nonostante l’ultimo posto in classifica e l’avvio da dimenticare sotto diversi aspetti, resta un punto fermo della società di Castellammare di Stabia.

Caserta, in estate, era a un passo dal Frosinone. Prima di accettare di guidare le Vespe in serie B andò in Ciociaria per poter confrontare i due programmi. Ovviamente, al Frosinone erano rimasti impressionati dal gioco e dai numeri della Juve Stabia in serie C, ritenendo Caserta un allenatore di grande prospettiva. Caserta parlò con i dirigenti della formazione laziale, che puntano al ritorno in serie A, poi decise di restare a Castellammare di stabia, quasi a sorpresa. Su di lui c’era anche la Reggina, pronta a fare carte false pur di averlo. 

Ma fu un unico fattore a fare la differenza: il tempo. Quello che avrebbe avuto a disposizione per poter conoscere il campionato cadetto mai affrontato da allenatore. Fu anche un argomento intavolato con la proprietà, con Manniello e Langella, che gli garantirono che avrebbe avuto tempo e modo per lavorare, lui che a Castellammare è stato calcisticamente adottato. 

Quindi, l grande condottiero che ha portato i gialloblù in serie B avrà ancora tempo per raddrizzare la rotta della Juve Stabia. Quanto tempo abbia ancora non è dato saperlo, ma di certo fin quando ci sarà la possibilità di avere nello stesso Caserta l’uomo della svolta, la Juve Stabia manterrà la sua parola. Che nel calcio ancora esiste. Domani, contro il Cittadella, Caserta non si gioca tutto, ma la Juve Stabia un pezzo di salvezza, anche per l’impatto psicologico che avrebbe un risultato negativo, sicuramente sì. 

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