Tanti sono i dubbi e le interpretazioni del regolamento opinabili che caratterizzano i week end  calcistici, della lega nazionale dilettanti.

Su questo si costruiscono trasmissioni e vittimismi, si da agio al malcontento generale, nei campionati di calcio minori, per episodi difficilissimi da valutare, con molte interpretazioni o semplicemente fuori dall’occhio direttivo.

Come sarebbe se a far da garante nelle partite che vanno dalla serie D, passando per l’eccellenza e la promozione, da garante ci fosse l’arbitro Var o meglio ancora la tecnologia Var?

Stiamo parlando di gare che spesso hanno luogo in zone, dove non c’è neanche la ripresa  TV diretta o differita,  di societa’ che spesso non hanno la seconda divisa o che non pagano abbastanza i calciatori.

Se un cambiamento lo si fa, lo si deve fare a regola per tutti e molte compagini potrebbero non poterselo permettere.

Accaparrare l’innovazione costa. Il budget per ogni marchingegno  del genere, anch’esso soggetto a valutazione umana, è di ben 300 mila euro.

Gli interessi per la maggior parte delle volte, non sono così grossi, se poi si aggiunge il costo dell’iscrizione al campionato che non è poco.

Un’ipotesi potrebbe essere una unione di squadre, con gare nello stesso campo, per dividere i costi, ma poi il problema di gestione degli orari sarebbe insormontabile.

Il Var per ora non si può fare, e bisogna accontentarsi di ciò che si vede e dello spettacolo che fino ad oggi è andato avanti in modo treadizionale.

Il calcio è sempre uno spettacolo e trasmette grandi emozioni a prescindere da ogni tecnologia.

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