Di Luigi Capasso

Minuto 34’ di Savoia-Marsala, Orlando prende un calcio ai 20 metri. C’è da battere una punizione e lo specialista Cerone va sul pallone con Luciani che si avvicina per confondere gli avversari. Il fantasista dei bianchi di Torre Annunziata si fa cambiare il pallone stregato, quello che dopo 12 tentativi non è mai entrato. Lo sistema sulla sua zolla magica e segna la rete che regala i tre punti al Savoia per l’1-0 finale.

Ma nella sfida contro il Marsala, il gol per il Savoia è quasi una chimera. Alla fine arriva, ma per segnare la squadra di Parlato deve prima fare i conti con imprecisione e sfortuna, che abbondano al Giraud come la lieve e incessante pioggerellina autunnale. 

Palle gol incredibili

Le provano tutte i bianchi, soprattutto  nel primo tempo. Otto limpide palle gol, con Tascone e Cerone che sbagliano da pochi metri e Russo che un po’ per fortuna, un po’ per bravura, diventa baluardo quasi insormontabile. 

E’ il volto bello del Savoia, ma non è l’unico evidenziato. 

Due pecche: le palle alte (comunque pochissime ma fastidiose) che non fruttano nulla alla squadra di Parlato, inferiore nei centimetri con i siciliani, e la difesa che non accorcia per paura di lasciare il portiere Prudente, al debutto, abbandonato al suo destino. 

Nel mezzo palle gol a ripetizione, con Parlato che si ritrova con un uomo in più per tutta la ripresa, per l’espulsione di Romeo prima dell’intervallo. Paradossalmente la gara si complica ancor di più con la superiorità numerica, il Marsala pensa solo alla rottura e non alla costruzione. 

Con l’ingresso di Giacobbe, il Savoia punta ad aprire il fronte d’attacco, Diakite e Orlando centrali in prima linea, Cerone a destra e il nuovo entrato a sinistra che cincischia oltremodo. Servirebbe un po’ più di lucidità su certi palloni, il Savoia ci mette la foga anche dove non serve. 

E’ assalto targato 4-2-4. La rovesciata di Orlando è la dodicesima palla gol fallita di un match che appare stregato, anche per le soluzioni che non offre dal punto di vista tattico. Poi la magia di Cerone su punizione, con il pallone cambiato, forse per scaramanzia, prima del suo gol numero 102 in carriera. E’ lui la stella di questo Savoia che resta sempre bello a vedersi, al di là di un livello tecnico di una categoria che offre ben poco, ma dal punto di vista tattico Parlato meriterebbe ben altri palcoscenici. E la domanda è: che cavolo ci fa un allenatore così in serie D?

 

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