«Si è parlato dell’ansia da interrogazione, di una presunta dieta di Melissa o che avessimo portato a casa i suoi capelli avvolti in una treccia. Niente di più falso! Melissa non seguiva nessuna dieta e non abbiamo intrecciato o donato i suoi capelli. Abbiamo tagliato appena un ciuffetto biondo, il più biondo, per custodirlo a casa. Melissa era una ragazza sana, come ha confermato l’esame del dottor Zoppa sul suo apparato digerente. Non aveva alcun problema di alimentazione».

A spiegarlo è Vinicio la Rocca, papà di Melissa la studentessa di 16 morta durante l’interrogazione di matematica al liceo Genovesi-da Vinci di Salerno. Il papà ha parlato con il quotidiano Le Cronache, raccontando la verità su quanto accaduto.

Insieme alla mamma Maddalena e al fratello Giuseppe, Vinicio ha vissuto il dolore con grande dignità. Un dolore atroce, che non si può spiegare.

La sindrome di Brugada è stata fatale a Melissa. “Non poteva essere salvata neanche dall’intervento tempestivo di un cardiochirurgo o da un defibrillatore” racconta il papà a Le Cronache. “Era una sportiva, andava in palestra. E’ una malformazione difficile da scoprire. I soccorritori le hanno provate tutte, hanno iniettato anche fiale di adrenalina, ma non è stato possibile salvarla” ha raccontato sempre il papà, dirigente della squadra di Promozione di San Mango Piemonte.

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