Di Raffaele Ciccarelli

Il clima natalizio dovrebbe farci indulgere ad essere più buoni, ma nonostante i propositi buonisti, incalzati dagli eventi, non possiamo non mettere tra i clamorosi Flop del momento il Milan. Dopo i fasti berlusconiani degli anni Novanta, mai ci saremmo sognati di vedere il buon Diavolo in una situazione così… infernale. Relegato ormai da alcuni anni tra le seconde linee del nostro campionato, il Milan pare avere toccato il fondo in questo periodo, la manita inflitta dall’Atalanta brucia, ma ancor di più corrode l’acido dell’umiliazione, di un tunnel di cui non si intravede l’uscita. Flop anche per le solite beghe federali, ancora alle prese con dimissioni (Sabelli dalla Sport e Benessere) che continuano a dare l’idea di confusione e di mancanza di unità. Ora alla Lega di Serie A, tra le madri di tutte queste confusioni, è stato richiamato Giancarlo Abete, per un rimpasto di persone e cariche che fanno ben capire quanto i personaggi che guidano il nostro calcio siano attaccati alle poltrone e al potere. E Abete non è nemmeno il peggiore, anzi… Ma dobbiamo essere buoni, in ossequio al clima festivo di questi giorni, e allora ci sembra giusto far partire una serie di Top che hanno caratterizzato questa settimana calcistica. Sugli scudi mettiamo il Benevento in Serie B: da anni i giallo rossi possono rappresentare un modello gestionale, con la famiglia Vigorito che ha avuto sempre lungimiranza e saldezza programmatica. Dopo l’esordio in Serie B e l’insperato approdo nella massima serie, sembrava che si fosse concluso un percorso, invece in casa giallo rossa hanno rilanciato, costruito una squadra vincente affidandola ad un tecnico giovane e ambizioso come Pippo Inzaghi. Risultato: dominio assoluto della cadetteria come non accadeva da anni, candidatura sempre più solida per il ritorno in A. Saltabeccando per i continenti, al Top anche il Liverpool insieme al suo tecnico, Jurgen Klopp. Dopo aver dominato l’Europa tra gli anni Settanta e Ottanta, era sembrato effimero il trionfo in Champions League del 2005 e la finale persa del 2007, non seguiti da altri successi né da un cammino interno all’altezza della fama. L’avvento di Klopp, considerato un perdente di successo nonostante le vittorie in Bundesliga, non sembrava poter invertire la tendenza, cosa che invece è successa. I Reds non solo hanno vinto la scorsa Champions, e sono tra le candidate a succedersi quest’anno, ma hanno anche vinto, in pratica, la Premier League, e sarebbe la prima volta con questo format, avendo vinto l’ultimo titolo inglese nel 1990 (la Premier esiste dal 1992), e sono diventati anche per la prima volta campioni del mondo per club, vincendo la finale contro il Flamengo con una rete di Firmino nei supplementari. Tutto questo con la guida, esuberante ma sicura, del tedesco in panchina, ex perdente di successo. Tanto per restare in regioni esotiche, al Top va anche la Lazio che a Dubai vince la Supercoppa italiana infliggendo la seconda sconfitta stagionale, in dieci giorni, alla corazzata (sic) Juventus, che evidentemente tanto corazzata non è, ma noi vogliamo chiudere con due immagini natalizie. La prima sono le lacrime di Gigio Donnarumma alla fine della disfatta milanista contro l’Atalanta: spesso il gigante campano è stato accusato di venalità, le sue lacrime di frustrazione dopo la cocente sconfitta dimostrano che c’è ancora una dimensione umana nel calcio iper professionistico, e malato di soldi, di oggi, un bene da coltivare con la massima cura. La seconda immagine è da vero Natale: non è facile per un attaccante cedere un rigore, è quanto fa il gigante Lukaku con il ragazzino Sebastiano Esposito, permettendo a questo di realizzare il suo primo gol in Serie A all’esordio da titolare, di poter spandere le sue giuste lacrime di gioia, di sciogliersi in un abbraccio con la mamma, ringraziandola per i tanti sacrifici. Buon Natale. 

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