La vita, spesso, ci ricorda che gli eroi, nello sport, non sono solo i grandi campioni conosciuti in tutto il mondo, ma anche quegli sportivi che hanno avuto un decorso normale della loro esistenza, punteggiato da imprese che li hanno resi riconoscibili nel contesto generale e, purtroppo, il più delle volte la vita stessa ci ricorda questo con quella che è la sua antitesi, la morte.
E’ scomparso Igor Protti
È scomparso in queste ore Igor Protti, attaccante, che ha lasciato un segno soprattutto in quello che una volta era conosciuto come “calcio di provincia” e che forse rappresentava l’aspetto più genuino di questo sport.
La sua caratteristica, e probabilmente la sua fortuna, è stata quella di essere riuscito a imporsi in piazze secondarie del calcio, lasciando poco il segno quando è stato chiamato alle grandi ribalte.
Una carriera che inizia con Arrigo Sacchi
Gli inizi, giovanissimo, nel Rimini, tra l’altro allenato da Arrigo Sacchi, gli valsero la chiamata al Milan, ma in rossonero non avrebbe mai giocato, girato in prestito al Livorno, per un primo passaggio in amaranto dove inizia a mettersi in luce come attaccante veloce e prolifico, passando successivamente al Messina, prendendo il posto di Totò Schillaci, passato alla Juventus e che si apprestava alle sue “notti magiche”.
In Sicilia Protti fa benissimo e, per salvare i peloritani dal fallimento, è ceduto al Bari, in un campionato di Serie B di passaggio, perché arriva subito la promozione e finalmente il debutto nella massima serie.
Un debutto esplosivo, perché Igor inizia a segnare e non si ferma più, nella seconda stagione con la maglia dei galletti saranno ventiquattro le reti realizzate, re del gol alla pari di Beppe Signori, ma questo bottino non servì a salvare i pugliesi dalla retrocessione, facendo di Protti l’unico capocannoniere in serie A di una squadra poi retrocessa.
La Serie A con la Lazio ed il Napoli
Arriva il passaggio alla Lazio, ma qui non riusce a ripetere le stagioni precedenti, quindi il prestito al Napoli, dove indossa la maglia numero dieci, prima che fosse definitivamente ritirata in onore di Diego Armando Maradona.
Il ritorno a Livorno sembrò segnare il lento avvio verso la fine della carriera, ma in amaranto Protti vive una seconda giovinezza, rivincendo la classifica cannonieri anche in Serie B, unico giocatore, insieme a Dario Hubner, a essere riuscito nell’impresa in tutte le categorie professionistiche e, quando ormai il ritiro era imminente, continuare in coppia con Cristiano Lucarelli, riconquistando di nuovo la massima serie e segnando l’ultimo gol contro la Juventus, a trentasette anni.
Protti dopo il calcio
La sua seconda vita, breve ma altrettanto intensa, è stata vissuta tra ruoli dirigenziali nel calcio e tanta attività nel sociale, fino alla scoperta, questa estate, della malattia che lo ha portato alla rapida fine, ma non a essere dimenticato dai tanti tifosi che lo hanno amato e ammirato in giro per l’Italia.
