Di Luigi Capasso

Un leone. Ferito, ma convinto ad andare avanti. Gaetano Di Liddo ha spaventato tutti. L’allenatore, uno dei più conosciuti e amati del calcio regionale, due settimane fa è stato ricoverato per un infarto. Il secondo in tre anni. Era a Piazza Carlo III a Napoli con degli amici quando ha accusato il malore ed è stato trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco. “E’ stato fondamentale il soccorso tempestivo – racconta Di Liddo a www.ilcorrieredelpallone.it – Meno male che stiamo qui a raccontarlo. In ospedale ho trovato medici e personale all’avanguardia e un reparto che funziona. Ai sanitari va il mio primo ringraziamento”.

Il racconto dell’allenatore

Quando tre anni fa Di Liddo ebbe il primo infarto lasciò la panchina. Opinionista per il nostro giornale e per Televomero, l’allenatore ha sentito la vicinanza degli amici di sempre. “Voglio ringraziare tutti e sicuramente ne dimenticherò qualcuno senza farlo apposta e me ne scuso. Carmine Testa, Alfredo Paturzo, Rosario Campana, Marco Mignano, Franco Villa, Pasquale Cannavaro e tanti altri mi hanno dimostrato vicinanza, mi hanno fatto capire l’affetto che c’è nei miei confronti. E’ stata una disgrazia, ma è servita anche a farmi capire il bene che mi vogliono le persone del mondo del calcio. I miei familiari non mi hanno lasciato solo un attimo, anche a loro va il mio abbraccio”.

La nuova vita

Ripartire da una nuova vita, questo è l’obiettivo di Gaetano Di Liddo. “Prometto agli amici e alla mia famiglia che avrò uno stile di vita più sano. Ho vissuto sui campi di calcio e non posso farne a meno, ho speso la mia vita prima come calciatore e poi come allenatore. Non so se farò il dirigente, ma per adesso mi diverto e continuerò a fare l’opinionista”.
Volto della storica trasmissione di Televomero, Gaetano Di Liddo ne approfitta per scattare una fotografia al calcio campano: “Faccio gli auguri a tutte le società che stanno per iniziare i campionati. Oggi il calcio è cambiato. Ci sono ancora persone perbene, che investono, e vanno rispettate. Mancano i personaggi rispetto a un tempo. Forse per questo si è perso il gusto di seguire il calcio regionale, ricordo che a Gragnano c’erano derby con 4mila persone sugli spalti, oggi vado a seguire partite di serie D con 50 spettatori in Tribuna. Sono cambiati i tempi, ma sotto quest’aspetto è un peccato”.

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