Di Luigi Capasso

“Io sono il signor nessuno e non abbiamo fatto niente”. Intervistato da Televomero a fine partita dopo la manta al Corigliano, Massimo Agovino, allenatore del Giugliano, non le manda a dire. I meriti della sua squadra, attualmente terza in classifica, non vengono riconosciuti. Il Giugliano esprime un calcio attraverso il quale può battere chiunque, anche se in trasferta ha raccolto molto meno di quanto poteva raccogliere. Eppure, sembra quasi che il lavoro del tecnico passi in secondo piano. La sua squadra ha nei titolari 8/11 dei riconfermati della passata stagione che giocavano in Eccellenza. C’è poco da meravigliarsi, quindi, se negli anni per la spettacolarità del suo gioco e per i risultati superiori alle attese si è guadagnato l’appellativo di ‘Magovino’.

Probabilmente per questo motivo Agovino ha avuto uno sfogo più che comprensibile. Il suo Giugliano è una delle più belle realtà della serie D, attraverso il gruppo sta affrontando la tragedia della scomparsa del presidente Sestile e adesso si ritrova a lottare nelle posizioni di vertice.

Uno sfogo, quello di Agovino, che arriva alla vigilia della trasferta contro il Savoia. A Torre Annunziata, nonostante la sua squadra mostrasse il calcio più bello del girone, fu esonerato. Ma c’erano gravi problemi societari a non tutelarlo. Avrebbe potuto aprire un ciclo, quello che sta facendo oggi a Giugliano.

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