Una nuova notte europea ha scritto un altro capitolo intenso e carico di emozioni. Le semifinali di ritorno di Europa League si sono concluse con due verdetti netti: sarà una finale tutta inglese tra Manchester United e Tottenham, in programma mercoledì 21 maggio.
I Red Devils hanno confermato la vittoria dell’andata superando ancora una volta l’Athletic Bilbao con un netto 4-1 a Old Trafford. I baschi hanno provato a impensierire gli inglesi con coraggio e dignità, ma si sono scontrati con una squadra determinata e compatta, pronta per il grande traguardo.
Dall’altra parte del tabellone, il Tottenham ha gestito con freddezza il ritorno contro il Bodo/Glimt, vincendo 2-0 in trasferta dopo il vantaggio dell’andata. Una prova di maturità che proietta gli Spurs verso una finalissima di altissimo livello contro i rivali di sempre.
Conference League: Chelsea e Betis in finale, Fiorentina fuori con onore
In Conference League, prosegue la marcia europea del Chelsea, che ha archiviato la pratica Djurgarden già all’andata con un secco 4-0. I Blues hanno poi gestito il ritorno con autorità, chiudendo con una vittoria per 1-0. Gli svedesi salutano la competizione con onore, dopo un percorso sorprendente.
L’altra semifinale è stata un concentrato di tensione e spettacolo. Al Franchi, la Fiorentina ha ospitato il Betis Siviglia in un’atmosfera rovente. I viola, spinti dal pubblico, hanno pareggiato 2-2 in una gara ricca di emozioni, ma il risultato complessivo (4-3 per il Betis all’andata) premia il club spagnolo, che vola in finale.
Per i gigliati resta l’amarezza, ma anche la consapevolezza di aver lottato fino all’ultimo minuto, mostrando qualità, cuore e spirito di squadra. La finale di Conference League è in programma mercoledi 28 maggio.
Un epilogo tutto da vivere
Le finali saranno dunque Manchester United-Tottenham in Europa League e Chelsea-Betis in Conference League. L’Inghilterra domina la scena europea, confermando ancora una volta il peso internazionale della Premier League. Per l’Italia, invece, si chiude una stagione europea senza trofei, ma con segnali incoraggianti.
Il grande calcio europeo è pronto a vivere l’ultimo atto: chi scriverà il proprio nome nella storia?
Articolo a cura di Sabrina Mastrangeli
