ESCLUSIVA – Pastore: “Auguri a tutti di un fantastico 2014”

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Quello che si sta chiudendo è il primo anno solare che Enzo Pastore trascorre per intero da Presidente del Comitato Regionale Campania, dopo aver preso il testimone dall’Avvocato Salvatore Colonna. Il cammino dell’ex Segretario prosegue sulla falsa riga del percorso intrapreso sotto la presidenza Colonna, proprio come fu preannunciato in occasione dell’elezione dello scorso anno. Non mancano però, decisioni e progetti importanti totalmente pensato, ideati ed orchestrati dal dirigente salernitano che si avvale della collaborazione del Segretario Andrea Vecchione, vero e proprio braccio destro del massimo esponente del calcio campano. Il Dottor Pastore ci ha concesso un’intervista esclusiva, in cui si fa il punto della situazione al termine del 2013 ed analizza vari aspetti venuti fuori dalle ultime stagioni.

Presidente, si chiude il suo primo anno solare da leader del calcio campano, cosa conserva?

“In realtà non esiste un anno più importante od un anno meno importante. Posso dire che gli ultimi tre anni sono stati eccezionali. Perché nonostante una crisi incalzante, angosciante, si riesce ancora nel miracolo di fare calcio. E di contrapposizioni ce ne sarebbero. Eppure c’è ancora chi riesce a promuovere un discorso sociale, formativo, educativo, ancor più che economico”.

A differenza degli anni passati in cui la facevano da padrona le “solite” piazze, oggi vivono le luci della ribalta nuove platee o squadre risvegliate da un lungo letargo. Cosa significa?

“E’ la prova che questo sport vive di un’osmosi continua. Linfa nuova che arriva nelle arterie di questo sport ancor più appassionante se vissuto nel proprio quartiere o nella propria cittadina”.

Sempre più scuole calcio hanno intrapreso il discorso Prima Squadra. E’ il segno che si vuole dare ancor più continuità ad un lavoro che dura negli anni?

“Sono molto contento di questa domanda. E’ un fattore importante che non va sottovalutato. D’altronde ho sempre premuto affinché questo fenomeno prendesse piede. Basti fare l’esempio della scuola. Un ragazzino non viene abbandonato a 16 anni quando frequenta le scuole superiori, ma il suo percorso prosegue fino alla maturità. Ecco perché credo sia giusto che un ragazzo protragga il suo tempo di partecipazione alla vita di spogliatoio il più a lungo possibile”.

Cosa chiede al 2014?

“Spero che si possa uscire dalla crisi, che significherebbe una svolta in molti aspetti anche del calcio, nazionale e quindi anche campano. Un abbraccio ed un augurio caloroso a tutti, presidenti, dirigenti, addetti, collaboratori, allenatori, arbitri, preparatori, calciatori, genitori e chiunque faccia parte del mondo del calcio della nostra regione. Buon anno a tutti”.

Claudio Musella

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