Di Luigi Capasso

A Franco Fabiano chiamatelo mister record. E programmazione. La sua Turris vola, si è perfezionata rispetto alla passata stagione e adesso guida la classifica risultando la grande favorita per la promozione in serie C. E per chi dice che il girone G è facile da affrontare, basta guardare numeri e livello tecnico delle squadre, dove ogni partita, soprattutto in trasferta, si trasforma in battaglia. 

La Turris vince e convince, ha la società ma non il campo. Da torrese quanto le fa male?

“Da torrese è ovvio che mi faccia male. Da allenatore dico pensiamo solo a giocare. Abbiamo una società importante, con un progetto importante da realizzare. Anche la città ha risposto bene, domenica scorsa abbiamo portato 500 persone ad Aprilia, tutte con grande entusiasmo. E’ una bella cosa”. 

Lei è la dimostrazione che nel calcio si può programmare: pochi rinforzi al posto giusto…

“La cosa più importante è rappresentata dalla società che si ha alle spalle. Di allenatori e calciatori ce ne sono a tonnellate. La nostra dirigenza, usando un modo di dire, ha peso, misura e qualità. E’ normale che si programmi con prospettive. Colantonio può far sì che la Turris possa far calcio a livello importante”. 

I grandi sogni per il futuro della Turris

Serie C o anche serie B?

“Mi piace volare basso. Dico calcio importante, ma Colantonio non ha limiti, che sia serie B o C. Il nostro patron procede con intelligenza, step by step, un po’ alla volta gli piace arrivare dove nessuno è mai arrivato”.

Per lei è una sfida tornare ad allenare in serie C nella sua città?

“Sarebbe la cosa più bella calcisticamente della mia vita. Tornare ad allenare a casa mia e portare la Turris nei professionisti è un sogno. Portarla ed allenarla anche in C è più di un sogno. In carriera ho fatto qualche partita in C, però entrando dalla porta secondaria, adesso voglio entrare da quella principale”. 

Nessun rimpianto

Se lo scorso anno fosse arrivato prima in panchina avrebbe potuto insidiare il primato al Bari?

“Non penso, dobbiamo essere obiettivi. Avrebbe vinto sempre il Bari, aveva potenziale e organizzazione giusta. Però gli avremmo dato fastidio, questo è sicuro. Noi gli stavamo appena qualche punticino sotto, avrebbe vinto solo all’ultima giornata”.

Crede che oggi la Turris sia una macchina perfetta o vada migliorata?

“Nel calcio non ci sono macchine perfette, ma un gruppo di lavoro che deve migliorarsi partita dopo partita. Lavorare su gruppo con l’ossatura dell’anno precedente per qualsiasi allenatore è importante. La società si è mossa alla grande, ha integrato la squadra con giocatori nuovi, qualcuno è andato via ma Colantuono e il direttore hanno svolto un grandissimo lavoro. A Torre del Greco sono arrivati calciatori e uomini importanti, ma devo dire che anche coloro che sono andati via erano grandi persone”.

Mister Fabiano lo sa che ha la media punti più alta anche di Ancelotti?

“Sono numeri che a me non mi interessano. Mi interessa solo andare avanti partita per partita, fare sempre il massimo. E’ importante per la squadra, per la società e per Torre del Greco”.

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