Sull’edizione digitale del nostro giornale è uscita un’interessante intervista a Francesco Farina neo tecnico del Barletta. Farina è stato scelto per portare far si che la formazione pugliese possa far il salto di categoria.

Ecco l’intervista a cura di Alfonso Fondacaro. 
6 campionati di eccellenza ed un palmares senza eguali. Al nome di Francesco Farina corrispondono due aggettivi che sono fondamentali nel mondo del calcio: professionale e vincente. Non a caso il presidente Dimiccoli ha scelto un profilo di livello per il suo Barletta:difatti dopo l’ottima stagione passata i pugliesi vogliono tentare il salto di categoria e quale profilo migliore se non quello di Francesco Farina?
Il 53enne casertano è reduce da una doppia annata al Vastogirardi che ha portato i gialloblù dall’eccellenza alla serie D, conquistando poi a mani basse la salvezza nel secondo anno di attività.
Il tecnico giunge in terra pugliese dopo tre anni: in tanti, infatti, ricorderanno l’esperienza a Cerignola con l’Audace. Anche in quell’occasione Farina riuscì nell’obiettivo di conquistare la promozione in serie D.
Dunque anche il progetto del Barletta non può che essere il medesimo, così come riferisce lo stesso tecnico casertano: “Una piazza molto importante come quella di Barletta merita senz’altro la serie D. Dopo 5 anni di tentativi credo sia arrivato il momento giusto per fare il salto di categoria”.
Farina ha poi voluto spendere due parole in merito all’avventura da poco terminata sulla panchina del Vastogirardi: “l’esperienza di Vastogirardi è stata per me molto importante. Portare un comune di soli 600 abitanti in serie D rimarrà per sempre un’enorme soddisfazione portata a casa. Mantenere la categoria senza grossi problemi è stato l’altro grande risultato raggiunto. In Molise ho trovato persone fantastiche che mi hanno supportato in questi due anni”.
In relazione al mercato per il prossimo anno il tecnico ha così continuato: “Barletta è una città che vive di calcio e merita un palcoscenico migliore. Con la società stiamo mettendo su una squadra importante considerando che la concorrenza sarà di livello. E così proverò a portare con me giocatori che ho avuto già a disposizione a Cerignola, penso tra gli altri a Pollidori, Vicedomini, Morra e Varsi”.
L’abitudine a vincere scarica sul tecnico casertano un certo senso di responsabilità dovuto ai tanti campionati portati a casa, ma questo fattore non lo preoccupa affatto: “Il segreto sta nell’affrontare ogni annata come fosse la prima. La fame e la voglia di vincere rimangono invariate negli anni. Non bisogna mai guardarsi indietro, bensì guardare al futuro. Ogni esperienza del passato è stata per me formativa, ma è la visione del futuro a darti sempre la forza giusta per fare bene”.
Per ultimo abbiamo poi chiesto a Farina, dall’alto della sua esperienza, quale fra le tante panchine occupate porterà per sempre nel cuore e quali giocatori fra quelli avuti a disposizione gli hanno poi regalato grosse soddisfazioni: “Senza dubbio l’esperienza di Marcianise del 99 è quella che mi ha segnato di più come allenatore. In quell’annata partivamo con l’obiettivo di salvarci ed arrivammo poi a vincere il campionato, grazie anche all’apporto di alcuni giocatori come Cioffi, Masecchia, Fusco, Galizia”.
Tra i giocatori che gli hanno regalato grosse soddisfazioni e che poi sono arrivati a giocare in categorie superiori invece: “Sicuramente penso ai nomi di D’Alterio, Gargiulo, Del Gaudio. Tutti calciatori che poi hanno avuto una grande carriera. È chiaro non dimenticherò mai la prima volta in cui ho allenato una prima squadra”.

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