Di Luigi Capasso

Terzo pareggio di fila per il Savoia, che deve fare i conti ancora una volta con le assenze pesanti di Luciani, Tascone e soprattutto Cerone. Finisce 0-0 contro il Biancavilla al Giraud, in un primo tempo caratterizzato dall’impossibilità di giocare a calcio per l’impraticabilità del manto erboso che non permette alle squadre di impostare la manovra.

Serve una benedizione

Si parte con tutte le condizioni sfavorevoli al Savoia: squadra sempre decimata nei suoi uomini migliori e un vero e proprio nubifragio che si abbatte sul Giraud. La formazione di Carmine Parlato, però, prende la sfida contro la rivelazione Biancavilla (solo per chi non legge i nomi degli over in formazione) con il giusto piglio. Controvento, perché anche far arrivare il pallone verso la porta del Biancavilla è già una sfida nel pantano. Uno spettacolo da vietare agli amanti di calcio, ma anche per questo adatto ai guerrieri perché di tecnico c’è ben poco, forse nulla, da vedere al Giraud.

Palla lunga e…

Parola d’ordine calciare verso la porta, perché i rimbalzi sono ingestibili. Ci prova Scalzone, poi un attivissimo Orlando viene trattenuto palesemente in area, ma il fantozziano contesto rende difficile anche la direzione di gara. Però Turrini di Firenze di fermare la partita proprio non ne ha voglia. Neanche quando Masciale alza due volte la bandierina senza senso fermando dei lanci del Savoia. Perché l’unica tattica disponibile, su un campo simile, è lanciare palla in avanti, senza sapere però se un rimbalzo la fermerà o la rilancerà in maniera imprendibile. Maimone, invece, dopo una prolungata azione conclude centralmente e Prudente si fa trovare pronto. Le pozzanghere si assorbono un po’ e le due squadre intorno alla mezz’ora provano a giocare a calcio, ma resta l’impossibilità di tenere palla a terra. La migliore occasione è di Scalzone, al 40’, che trovato solo in area da un lancio di Rondinella ha il tempo di controllare e divorarsi la rete dall’angolo dell’area piccola. Poco dopo una plateale spinta su Orlando viene invertita dal direttore di gara (lontano dall’azione) che punisce l’attaccante dei bianchi per fallo di mani una volta caduto a terra. Il tempo che Rondinella colpisca la traversa, che Orlando rischia di farsi espellere per una scivolata sul portiere a terra ma rimedia un giallo.

Tentativi disperati e non

Nell’intervallo anche il sole fa capolino sul Giraud, ma rischia di far buio ad inizio ripresa su una conclusione di Guerci sulla quale si immola Poziello. Si rivede Diakite al posto di Orlando. Su un campo più praticabile il Savoia prova a imbastire qualche azione, una delle quali viene conclusa da Giunta senza fortuna. Osuji gioca stabilmente più avanti provando a inserirsi tra le linee senza dare riferimenti, mentre Diakite e Scalzone provano a fargli spazio. In questo modo il Savoia tiene il Biancavilla nella propria metà campo, ma serve il guizzo, quello che non trova Diakite di testa a un passo dalla porta chiuso da Genovese in uscita alta. Però Parlato nel finale preferisce Giacobbe, mentre si danna l’anima sui continui errori alla battuta dei calci d’angolo di Giunta. Sul Giraud si materializzano i fantasmi di un campionato che segue sempre il solito filo conduttore: Il Savoia produce ma non raccoglie. Per allargare la difesa della squadra di Mascara, Parlato nel finale toglie un esausto Scalzone per Romano, passando al 4-2-4. Il gol non arriva, manca la lucidità e alla fine piove ancora, ma sono fischi.

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