Djokovic-Federer cambiano la storia di Wembley

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Djokovic si aggiudica una finale epica, diventando campione a Wimbledon per la quinta volta come Borg. Finisce dopo 4 ore e 57 la finale più lunga della storia che vede il serbo battere Roger Federer al tie break del quinto set, imposto dal regolamento di quest’anno dopo il 12-12.

Djokovic due volte si ritrova a due punti dal titolo, ma Federer lo riparta in partita, lo tiene incollato con quei colpi che lo chiamano a rete, dov’è non c’è un terreno congeniale per il numero uno al mondo. Il finale, sportivamente drammatico, è mitologico e vede nel quinto set Roger Federer, a 38 anni, mantenere un ritmo altissimo, combattere da fondo campo come un ragazzo indiavolato con la tecnica del fuoriclasse.

È spettacolo allo stato puro, Djokovic va quasi sempre in vantaggio ma Roger risponde colpo su colpo e solo il secondo set non viene giocato punto a punto. Solo nel secondo set lo svizzero prende il largo. Si arriva alla quarta ora di gioco e i due fenomeni ancora lanciano perle su un campo che scrive una pagina storica del tennis. Si va ad oltranza, perché il 6 pari del quinto set è la dimostrazione di come in campo ci siano due alieni che finiscono al long set. Nessuno si arrende, si va al 7 pari. E poi Roger si prende il break, sfrutta due errori sul dritto di Djokovic, che arrivano dopo le infinite volte in cui il serbo è chiamato a giocare con il rovescio.

Sull’8-7 Federer spreca due match point e Djokovic piazza il controbreak, arrivando all’8 pari e piazzando anche 6 punti di fila. Grazie al servizio si arriva a 9 games pari. Neanche a dirlo si va sul 10 pari. Poi sull’11 pari, ma non ci annoia, anche se inevitabilmente crescono i punti al servizio. E quando Djokovic va alla battuta Federer gli rimonta tre punti e lo porta in parità nel game ma vede annullarsi due palle break.

Il serbo va avanti, per la settimana vola Federer batte per restare nel match, solo sul 12 pari si va al tie-break e così accade, perché dopo il 26 a 24 tra Isner ed Anderson si era deciso di mettere la dead line del long set a 12 games. Mai accaduto nella storia di una finale a Wimbledon. Nel tie-break Djokovic arriva con tre Championship points e dopo aver chiesto un challenge che si ripete per palla disturbata chiude i giochi e vince sull’erba di Londra la finale più lunga della storia.

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