Covid, in India situazione disastrosa: corpi cremati in strada a Nuova Delhi

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India travolta dal covid. Nel paese che conta 1,3 miliardi di abitanti la situazione legata al coronavirus è ormai da giorni sfuggita di mano. Ieri altri 350 mila casi accertati, con gli ospedali al collasso e i malati che non riescono a ricevere le cure necessarie. I morti ieri sono stati più di 2.800, ma in tanti ritengono che il dato reale ne conti almeno il doppio. La situazione è davvero drammatica: da giorni, inoltre, manca l’ossigeno ed i malati sono abbandonati a loro stessi all’interno delle proprie abitazioni.

Covid India: corpi bruciati in strada a Nuova Delhi

La situazione per le strade di Nuova Delhi è surreale: da qualche giorno, infatti, per le strade della capitale si vedono cataste di legno che bruciano. Difatti anche i forni crematori sarebbero al collasso e non si riesce a dare una degna sepoltura ai morti per coronavirus. Il clima è così irreale che la commentatrice Rini Khanna lo ha definito “Il nostro Olocausto“.

Variante indiana: primi casi in Italia

Il quadro che si va delineando in India desta preoccupazione in tutto il mondo. Mai si era sviluppato un focolaio di tali dimensioni e la preoccupazione che esso possa colpire anche gli altri Paesi è tanta. Intanto in Italia sono stati registrati i primi casi di variante indiana: si tratta di una coppia di veneti da poco rientrati dall’India. Anche nel vicentino padre e figlia si erano recati in India per un pellegrinaggio e si erano immersi nel fiume Gange come vuole la tradizione. Tornati in Italia si sono poi resi conto di aver contratto il virus. Un caso sospetto si è verificato anche all’interno di una comunità Sikh di Latina. Lo Spallanzani, però, che sta processando i tamponi effettuati, ha fatto sapere che al momento nessuno di questi si tratti effettivamente delle “variante indiana”.

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