COSIMO SIBILIA

Parla Cosimo Sibilia, il numero uno del calcio dilettantistico, affida il suo pensiero ai microfoni di Campania Sport (canale 21), sottolineando come questa emergenza sanitaria stia mettendo in difficoltà tutte le categorie del mondo del calcio, non solo quelle professionistiche:

«Ogni volta che si parla di questa situazione sembra che si parli solo di professionismo e onestamente inizia a infastidirmi, perché sono problemi che riguardano tutti».

Le ipotesi per far ripartire il calcio

Con la sospensione di tutti i campionati, molte erano le ipotesi prese in considerazione. In sostanza due sono le strade percorribili che a loro volta si divaricavano in altre due vie. La prima è quella del congelamento dei vari tornei. In questo caso si potrebbe valutare la sospensione della stagione, con promozioni e retrocessioni d’ ufficio oppure la strada che scontenterebbe i più, ossia il pieno annullamento dei campionati e riproporre gli stessi assetti di questa annata, come se la stessa non avesse mai avuto luogo.

La seconda è quella di far ripartire i campionati, magari provando a iniziare già dalla prima settimana di aprile disponibile, (se si riuscirà a contenere il virus in tempi celeri), oppure di ripartire a ridosso e durante i mesi estivi. Tutto, se non buona parte, dipenderà da come si evolverà l’ emergenza, tornare a giocare sembra essere l’ obiettivo della Lnd.  A lasciar propendere per questa ipotesi sono proprio le parole di Cosimo Sibilia:

 

«Prima di tutto dobbiamo risolvere la situazione sanitaria, stiamo vivendo un dramma e speriamo di uscirne presto. Dopodiché dovremmo tornare in campo, perché il campo è l’unico giudice che può decidere le classifiche, chi vince i titoli, le retrocessioni e le promozioni. Dobbiamo prendere decisioni forti ed incisive che diano delle risposte alle persone, invece sento parlare continuamente di interessi personali. In molti sport si gioca anche quattro volte a settimana, in caso di emergenza dobbiamo fare uno sforzo perché ripeto: promozioni, retrocessioni e titoli non possono essere concessi a tavolino».

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