antonio conte

Andando in puro ordine cronologico, iniziamo l’analisi della seconda giornata di gare di Champions League, focalizzandoci sulle prestazioni delle italiane e sui loro gironi. Le gare di martedì hanno visto scendere in campo Inter e Atalanta in match che hanno prodotto due pareggi, ma con una visione prospettica totalmente diversa l’uno dall’altro, quasi in antitesi circa la loro genesi.

Inter sciupona, ma anche il Real è fermo

Nella sfida agli ucraini dello Shakhtar Donetsk, galvanizzati dal successo al primo turno in casa del Real Madrid, fin dalle prime battute è parsa evidente la superiorità della squadra di Antonio Conte, che aveva la vittoria come obiettivo per non rendere già complicato il cammino per la qualificazione agli ottavi, dopo il pareggio contro il Borussia Moenchengladbach. Nel calcio, però, la superiorità va tradotta in gol e, nonostante l’impegno di Romelu Lukaku, i nerazzurri sono mancati da questo punto di vista. È mancata soprattutto la cattiveria sotto porta, quel qualcosa in più che ti permette di risolvere partite intricate, perché gli ucraini, consci dei loro limiti, hanno impostato la gara sul puro contenimento, non correndo nemmeno tanti rischi.

Meglio il primo tempo dell’Inter, ma nella ripresa sono calati i ritmi e per i padroni di casa è stato abbastanza agevole portare a casa il punto. È un po’ il limite delle squadre di Conte, irresistibili quando riescono a giocare con intensità e ritmo, prevedibili e quasi innocue quando invece si adeguano al tran tran degli avversari.

Fortuna che alla fine il Real Madrid riesce a pareggiare in casa del Gladbach (2-2), pungolato soprattutto nell’orgoglio dopo essersi ritrovato sotto di due gol, alla fine tutte le squadre sono nel limite dei due punti, anche se i prossimi due turni prevedono proprio la sfida tra madridisti e interisti, quasi un Clasico d’Europa, che probabilmente deciderà la sorte delle due squadre.

Super Zapata evita la sconfitta con l’Ajax

Di ben altro tenore la sfida tra Atalanta e Ajax, finalmente giocata a Bergamo. Gli atalantini nel primo tempo sono quasi sempre alla mercé degli olandesi, apparso il solito mix di gioventù e talento, che vanno sul due a zero con le reti di Tadic su rigore e Traore, dando segnali negativi per la parte degli italiani, creando prospettive inattese per loro, anche alla luce delle ultime sconfitte in campionato.

La musica cambia totalmente nella ripresa, i nerazzurri ritrovano quel piglio che li ha portati così in alto nelle ultime stagioni, pareggiano con una doppietta di Duvan Zapata e dimostrano di essere ben vivi e in corsa per la promozione.

Ora li attende un Liverpool per la verità apparso in versione molto dimessa, che ha superato con non poche difficoltà i norvegesi del Midtjylland (2-0), appena sette giorni fa strapazzati a domicilio dall’Atalanta. Sembra che gli inglesi, di cui è comunque sempre meglio diffidare, abbiano un po’ perso la carica agonistica che li ha portati a dominare nelle ultime due stagioni, se così fosse un’occasione per Gasperini e i suoi di scrivere un’altra pagina di storia.

Tante attese, poco spettacolo: la Juventus è in crisi

Era probabilmente una tra le partite più affascinanti quella tra Juventus e Barcellona, depotenziata dal mancato incrocio tra Cristiano Ronaldo e Leo Messi per l’assenza del primo, il campo ha detto che i blaugrana attuali sono ancora molto più forti dei bianconeri, nonostante i loro problemi interni, pare in parte risolti dalle dimissioni del presidente, Bartomeu, “nemico” di Messi. Basta poco a Dembelé per segnare la rete che di fatto decide il match, poi nel recupero ci sarà il raddoppio di Messi su rigore, ma il risultato poteva essere anche più pingue a loro favore, se non avessero peccato di leziosità.

Per la Juventus la strada è ancora lunga, alla squadra manca fluidità di gioco, troppo preoccupati i giocatori di occupare la giusta posizione, ma poi in grande difficoltà nel portare la palla nella metà campo avversaria. Quello che preoccupa è anche la mancanza del solito furore agonistico che, in passato, permetteva di risolvere le situazioni più spinose.

Certo, ai bianconeri mancavano molti giocatori, la qualificazione agli ottavi non è in discussione, considerando che Ferencvaros e Dinamo Kiev pareggiano tra loro (1-1), però occorre mettere qualcosa di diverso in campo, altrimenti il sogno coppa continuerà a restare tale.

Lazio più forte delle assenze

Sembrava la squadra messa peggio per le tante assenze, la Lazio, ma i ragazzi di Simone Inzaghi in casa del Bruges si dimostrano compatti, vanno in vantaggio con Correa, subiscono il pareggio su rigore trasformato da Vanaken, ma poi sono bravi a resistere nella ripresa e a conquistare un prezioso punto che li mantiene primi insieme ai belgi, anche se il Borussia Dortmund supera lo Zenit (2-0) e si porta a un punto.

Le altre

Tra gli altri risultati, tra tante grandi squadre in un momento di appannamento, non conosce cedimenti il Bayern Monaco, che supera il Lokomotiv Mosca (2-1) e continua imperterrito la sua marcia. Da rimarcare anche la vittoria in rimonta dell’Atletico Madrid contro il Salisburgo (3-2), quelle ricche di gol del Manchester City a Marsiglia (3-0), del Chelsea in casa del Krasnodar (4-0), del Manchester United contro il Lipsia (5-0). A dire, le inglesi non sbagliano un colpo…

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