Champions League, la finale sarà Inter – PSG

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La finalissima per la Champions League del 31 maggio vedrà affrontarsi Inter – PSG. I nerazzurri per dimenticare le sconfitte passate, i parigini per la storia.

Inter – PSG, a voi l’ultimo atto della Champions League

Ci siamo, o quasi: la massima competizione calcistica europea il 31 maggio ci dirà chi sarà la regina. L’Inter di Inzaghi jr torna a distanza di due anni all’atto finale, ma stavolta la sfida almeno sulla carta appare più abbordabile. Non ci sarà il City di Guardiola, ma il Psg di un suo “allievo”, Luis Enrique. Nella sfida finale nell’affrontare l’Inter, a naso diciamo che difficilmente rivedremo lo spettacolo delle semifinali che hanno dato i nerazzurri ed il Barça.

Tutti i pareri su questa sfida affascinante

Chi mastica il calcio più di noi, essendo stato protagonista come Fabio Capello, dice che sarà “una partita senza tanti gol. La forza dell’Inter sta nella capacità di inserimento e nella pericolosità in area di rigore, ma il Psg non prende molti contropiedi”. D’accordo con lui Zvonimir Boban: “Sarà una gara tattica, dura ed equilibrata a centrocampo: per vedere dei ribaltoni bisogna sperare che arrivi un gol presto”. Sono al momento idee del tutto personali, anche se condividiamo quell’onda di pensiero. Una finale è sempre una finale, è giocata in maniera diversa, e non tutte hanno la foga del Barça, anche Luis Enrique che lì si è formato, con il Psg non applica lo stesso metodo nel giocare.

Come ci arriva il PSG in finale di Champions League..

La sua squadra arriva all’appuntamento di Monaco battendo l’Arsenal anche al ritorno e raggiunge i nerazzurri di Inzaghi. Dopo l’1-0 dell’andata firmato Dembélé, al Parco dei Principi finisce 2-1: apre un bellissimo gol al volo di Fabian Ruiz al 27′, raddoppia Hakimi al 72′ dopo il rigore sbagliato da Vitinha e parato da Raya. Il 2-1 di Saka al 76′ illude soltanto Arteta. Da sottolineare anche il palo di Kvaratskhelia al 17′ e le parate strepitose di Donnarumma, che hanno salvato il risultato in più di una circostanza.

Il Psg torna in finale dopo cinque anni da quella persa nel 2020 contro il Bayern Monaco, mentre per i Gunners sfuma il sogno di rigiocare una finale di Champions dopo 19 anni (2006). E pensare che i parigini hanno superato la prima fase per il rotto della cuffia, e potevano essere eliminati se due squadre avessero fatto il “biscotto”.

Per Donnarumma sarà una sorta di derby: “Sono emozionato, sfiderò tanti miei compagni di Nazionale, sarà emozionante. Ci sto già pensando, ritrovo amici, il mio vecchio allenatore dei portieri. Sommer? Ho visto ieri, è stato bravissimo, gli faccio i complimenti. La parata su Odegaard è stata bella e difficile. Sarà dura contro l’Inter ma molto bella. Qui ho ancora un anno, c’è tempo per parlare di rinnovo, la scelta è del club, se vuole che rimango, io rimango, c’è solo da firmare”.

L’Inter ci arriva dopo aver fatto l’impresa con il Barca..

Alla finale l’Inter ci arriva soffrendo e lottando, ma spendendo tante energie, rispetto ai francesi. Dopo il 3-3 dell’andata, hanno dato vita ad un’altra partita pazzesca a San Siro: Lautaro e Calhanoglu firmano il 2-0, nella ripresa, la rimonta coi gol di Garcia, Olmo e Raphinha, a due dalla fine. Quando sembra finita, Acerbi firma il pari. Nei supplementari decide Frattesi. Parate pazzesche di Sommer nel finale.

Gli elogi maggiori arrivano dall’estero, su tutti Pep Guardiola: “Penso che l’Inter abbia dimostrato ancora una volta di essere incredibile, come quando l’abbiamo battuta in finale di Champions League. Difende bene, gestisce le transizioni, è fisica e ben organizzata. Simone Inzaghi è un manager eccezionale”.

Aveva già una serie di ammiratori esteri, compresi i dirigenti di Oaktree: se grazie al suo percorso in Champions League l’Inter poteva fregiarsi del pareggio di bilancio, con la conquista della finale si potrà parlare di attivo, ed è anche da questi particolari che un fondo Usa giudica i suoi uomini.

In Italia non è andata sempre così, il peccato originale che non si perdona è il dato dei 15 punti in meno in campionato rispetto alla scorsa stagione e la prospettiva molto probabile di uno scudetto che ha preso la via di Napoli (plausibile pensare che l’Inter risparmierà dei titolari).

La stoccata di Conte..

“Chi vince fa la storia, gli altri la leggono”, ha detto Conte, ma — finisse così il campionato — quella di Inzaghi rischia di essere una bellissima lettura, comunque vada a Monaco il 31 maggio. E’ un fatto che il gruppo non ha mai perso la sua compattezza, il leader ha sempre un ruolo decisivo, se anche la settimana terribile con tre sconfitte, e due obiettivi svaniti o quasi, non ha prodotto isterie.

“Anche nei momenti di difficoltà sa spezzare la tensione con qualche battuta, questa è la sua grande forza” (Dimarco): sembra la descrizione di un tratto ancelottiano anche se l’attivismo (eufemismo) dell’ultimo Inzaghi in panchina sembra dare ai suoi quella carica che forse solo Mourinho aveva saputo trasmettere da queste parti. E sappiamo com’è andata a finire.

Articolo a cura di Raffaele Cioffi

 

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