Catania, contratto preliminare scaduto: cessione a rischio?

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Arriva un brusco stop nella trattativa tra il Catania e Joe Tacopina per l’acquisizione del club etneo. Il motivo della frenata, secondo l’italoamericano, risiede in alcuni patti non rispettati da Sigi, il fondo ora proprietario dei rossazzuri.

Catania, contratto preliminare scaduto

A gennaio Tacopina aveva firmato un contratto preliminare che imponeva a Sigi di risolvere l’annoso “caso debiti”. Il club siciliano, infatti, conta 58 milioni complessivi di debiti pregressi che, togliendo quelli con il Credito Sportivo per il centro sportivo di Torre del Grifo, si riducono a 39. L’avvocato, già numero 1 del Venezia, voleva che questi debiti scendessero almeno a 15 milioni prima di ufficializzare l’acquisto, ma la Sigi non è riuscita a trovare l’accordo con l’agenzia delle entrate entro la deadline imposta dal preliminare, già spostata dal 26 febbraio al 26 aprile. Ora la situazione si fa nebulosa, con i tempi del closing che rischiano di allungarsi molto.

Catania, cessione a rischio: le parole degli interessati

Tacopina ha voluto raccontare la vicenda con un lungo comunicato ufficiale, dove sottolinea i ritardi e le problematiche in termini economici della Sigi, pur riconoscendone l’impegno per la buona riuscita dell’operazione. L’italoamericano ha comunque rimarcato l’intenzione di acquistare il club ad ogni costo, per ridargli il lustro che merita e riportalo in Serie A. Anche Ferraù, presidente di Sigi, si è espresso sulla vicenda, evidenziando una certa tranquillità: “Il tempo per il contratto preliminare è scaduto, bisognerà riformularne un altro e contiamo di farlo. Gli 800.000 euro già versati? Si valuterà tutto. Il termine del 26 aprile è scaduto, lo sapevamo. Quando ho sentito l’ultima volta Tacopina? Ieri sera”.

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