Intervistato in esclusiva dal direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, Fabio Capello non le ha mandate a dire ai nostri club, rimproverando i tecnici di aver smarrito la nostra peculiarità tattica.
“Tra l’ironico e il caustico”, come si legge tra le righe del Corriere dello Sport, Don Fabio ha analizzato dapprima il recente confronto di Champions tra City e Atletico (due filosofie di calcio agli antipodi) per poi ampliare il discorso. “L’atteggiamento della squadra di Simeone mi ha divertito, seriamente. L’obiettivo era non prendere gol e lo spirito era giusto. Poi un gol l’ha preso, ma al ritorno tutto può succedere”.
L’analisi si allarga poi anche a Real Madrid e Villarreal: “Gli avversari non vanno aiutati a batterti; gente come Ancelotti, Simeone, Emery lo sanno bene. Guardiamo come sono finite le partite delle tre spagnole. Quelli che dicono “noi siamo noi e ce la giochiamo alla pari con i più forti” mi fanno solo ridere”.
Il discorso verte infine sulle squadre italiane: “Da noi la palla non gira velocemente; più che altro saltella. Per non parlare poi degli arbitri…fermano il gioco ad ogni secondo, i contrasti vengono sempre puniti e così le nostre squadre non imparano a tenere alto il ritmo. Siamo indietro in tutti i sensi e il problema grave e che quelli bravi non vengono più in Italia. Qui copiamo ancora il calcio di Guardiola di 15 anni fa. Il modello giusto è quello tedesco”.
