Boys Melito, Pasquale Cuozzo: “Un ragazzino su tre non vuole più fare sport”

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Da sempre il nostro giornale è vicino alle vicende legate al calcio giovanile. In 22 anni di storia ci siamo attestati come il principale organo di informazione regionale legato ai giovani.

Non può essere diversamente in questo periodo, in cui ragazzi e bambini sono ormai fermi da troppo tempo. Ad un anno esatto dalla prima chiusura vogliamo sentire la voce dei protagonisti attraverso la nostra rubrica “C’era una volta…. il calcio giovanile”.

Il nostro viaggio continua con il responsabile organizzativo e istruttorio, nonché allenatore della Boys Melito, Pasquale Cuozzo. Ecco l’intervista:

Intervista a Pasquale Cuozzo

Ciao Pasquale ed innanzitutto grazie per la tua testimonianza. Tu sei il responsabile organizzativo e allo stesso tempo il responsabile istruttorio della Boys Melito, oltre che allenatore. Cosa sta succedendo alle scuole calcio da un anno a questa parte?

” Purtroppo, e sottolineo purtroppo, stiamo affrontando una situazione che è paradossale, la scuola calcio un po’ l’istruzione e tutte le attività che ci sono in giro stanno vivendo un momento critico. Io sono un infermiere quindi sto vivendo la situazione in prima persona e non posso non evidenziare la realtà e la gravità della pandemia. Purtroppo la scuola calcio essendo circondata da tanti adolescenti, ragazzi e ragazzini, sta vivendo un momento molto critico come tante altre attività come detto prima, però la dove ci sono tanti ragazzi da gestire psicologicamente diventa tutto più complesso perché i ragazzi sono molto più complicati da gestire sotto questo punto di vista, però la situazione è paradossale a causa della pandemia e le scuole calcio stanno risentendo di ciò”

In un intervista rilasciata ad un quotidiano, Gravina ha affermato che il settore giovanile delle Scuole Calcio ha perso all’incirca duecentomila tesserati, come si è potuti arrivare a tutto ciò?

” Io in prima persona sto notando che un ragazzo su tre addirittura pensa di non fare più sport perché avendo infranto le loro abitudini, interrompendo i loro percorsi e i loro sogni tenendoli rinchiusi in casa, privandoli del loro pane quotidiano, stanno avendo un duro contraccolpo psicologico. Tanti ragazzi che io conosco, ti ripeto, non vogliono più continuare a giocare e nemmeno ad allenarsi e quando io chiedo loro spiegazioni mi rispondono dicendo che non ha senso continuare perché non hanno più obiettivi ed è difficile fargli capire che devono farlo per amore dello sport. Per loro capire ciò è complicato, un esempio su tutti, doversi allenare senza poi avere l’obiettivo della partita nel fine settimana fa sì che molti ragazzini si tirino indietro. Anche perché poi la modalità d’allenamento cambia, le precauzioni sono cambiate, anche il tipo di allenamento in se per se è cambiato, allenandoti in un modo che è lontano dal modo di allenarsi di un calciatore. Tutte queste situazioni fanno sì che i ragazzi si allontanino dalle scuole calcio e dal mondo dello sport”

La crisi della pandemia ha inficiato molto le scuole calcio e gli impianti sportivi. Cosa si potrebbe fare per ripartire in tranquillità e per riportare i ragazzi in un campo di calcio e non appresso ad un telefono?

” La pandemia ha inficiato tantissimo sia noi come scuole calci così come tante altre attività. Io ti parlo della nostra organizzazione e ti posso dire che noi fortunatamente per come ci siamo gestiti, per come la nostra struttura ha permesso di gestirci, e per come noi abbiamo affrontato questa cosa con la massima serietà, ti dico che rispettando i protocolli e tutto quello che si doveva fare di ragazzi che si sono positivizzati con noi o nella nostra struttura sono pari a zero. Ad oggi ti dico che tutte le situazioni che abbiamo portato avanti e per come le abbiamo portate avanti con la massima attenzione e rispettando tutti i protocolli siamo riusciti a contenere determinate cose. Tutto ciò è molto complicato e complesso perché ti ripeto, i protocolli sono molto lontani da quel che rappresenta il gioco del calcio, però se anche questo può essere un motivo per provare a ritornare, per poter provare a rivivere certe situazioni ben venga. Però da qui allo stare direttamente a casa,a stare chiusi dentro, senza poter uscire, senza nemmeno la possibilità di allenarsi, dopo veramente diventa complesso per noi società, istruttori gestire questi ragazzi perché veramente vivono una sofferenza allucinante. Io penso nel mio piccolo che comunque lo sport all’aria aperta è sempre utile, è vero anche che dopo questa pandemia è difficile proporre gli sport di contatto come il calcio, il basket, la pallavolo ecc. L’unica cosa che si potrebbe provare a fare con la massima attenzione come detto prima è allenarsi all’aperto, che non sarà bello come giocare a calcio ma è sicuramente meglio di non fare assolutamente nulla”

Vi siete sentiti tutelati dallo Stato a livello economico dopo che siete prima stati costretti a chiudere, per poi riaprire brevemente fino alla nuova chiusura?

” Questa domanda è un po’ più particolare perché noi non ci siamo sentiti tutelati da nessuno, noi abbiamo solamente rispettato quelle che sono state le regole e le indicazioni giustamente imposte perché da quel che si percepisce è che anche chi ci governa si è trovato in una situazione complessa dal punto di vista gestionale visto che questa pandemia ha colpito la vita di tutti noi. Detto ciò, non ci siamo sentiti tutelati da nessuno perché a noi c’è stato detto solo aprite e chiudete in questo modo. Quello che è andato perso nessuno c’è lo ridarà indietro, non recupereremo né il tempo perso né soprattutto i soldi persi perché le scuole calcio si gestiscono e si mantengono su determinate situazioni che sono private e di gestione quasi autonoma quindi quando c’è stato detto di chiudere lo abbiamo fatto per il rispetto delle regole ma nessuno ha fatto sì che certe situazione e certe cose potessero essere quanto meno ammortizzate, quindi da questo punto di vista, ti ripeto, nessuno ci ha tutelati”.

Ringraziamo Pasquale per la sua testimonianza

Se anche tu vuoi raccontare l’ultimo anno della tua scuola calcio e partecipare alla rubrica “C’era una volta….. il calcio giovanile”, contattaci attraverso i nostri canali social oppure al numero 3760566057

 

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