Continua il tam tam sui social riguardo Matteo, il bambino (che non ha 6 anni ma 8, o meglio un classe 2012), che a detta della madre è stato escluso dalle partite della sua categoria nella scuola calcio di appartenenza.

Sfogo social

L’ultima versione su Facebook l’ha rilasciata G.I., uno dei tecnici che collaborano con la scuola calcio in questione. È vero che si tratta di una voce di parte, ma ricalca in parte quanto scritto dal nostro giornale in una disamina.

Ecco le parole del tecnico (qualificato) pubblicate sul proprio profilo social

 

Mi sento in dovere di dire due parole sul vergognoso articolo uscito stamattina su Metropolis e condiviso poi da altre testate giornalistiche senza, per altro, sincerarsi della veridicità della fonte.

Premesso che faccio parte, a vario titolo, della famiglia la ginestra e quindi sono a conoscenza dei fatti accaduti. Fatti che non rispecchiano assolutamente la realtà raccontata nell articolo!

1) Bambino mai convocato

Completamente falso! Il ragazzino, un 2012 (quasi 8 anni e non 6 come riportato sul giornale) è stato SEMPRE convocato con la sua categoria ( testimoniano i messaggi dell istruttore nel gruppo WhatsApp della squadra). Non è stato convocato con i più grandi (2011) cosa ritenuta prematura da parte dell istruttore.
La carta dei diritti del bambino nello sport, al suo settimo punto recita:
“Diritto di misurarsi con giovani che abbiano la stessa possibilità di successo”
Cari genitori questo diritto lo AVETE VIOLATO!

2) Bambino escluso

Completamente falso! Ci sono foto che dimostrano che il bambino era perfettamente integrato all interno del gruppo di coetanei, presente anche alle feste di compleanno festeggiate dopo gli allenamenti.

3) Motivi comportamentali

Durante gli allenamenti il bambino aveva mostrato più volte atteggiamenti irrispettosi nei confronti dell istruttore, cosa segnalata tempestivamente ai genitori. Probabilmente questa è stata valutata dai genitori problematica di serie B visto che si è pensato a tutt altro fuorché all aspetto educativo.

Il problema di tutta questa situazione non è il bambino, ha 8 anni e tutto il tempo per crescere e migliorarsi.
Il vero problema sono i genitori che vogliono sostituirsi al tecnico, decidendo dove, quando e come il bambino deve giocare.
Esistono delle regole, dei tempi e soprattutto dei modi che vanno rispettati!
La prevaricazione e la prepotenza non possono interferire nelle scelte di un’associazione!

Vostro figlio non merita di finire nel bel mezzo della pagliacciata che avete creato! Non merita di dover subire la vostra esaltazione!

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