Sta facendo ormai il giro del web la notizia del bambino escluso da una scuola calcio di Torre del Greco. E soprattutto della mamma Virginia che chiede “giustizia” per il divertimento del figlio.

La protesta

Decisamente significativa la protesta attuata da Virginia, che due settimane fa ha steso uno striscione all’ingresso della struttura di Torre del Greco.

“Vergogna! Eliminare un bambino da una squadra perché ritenuto poco capace. Il silenzio di tutti, l’indifferenza, l’omertà… è la vergogna di questa società”.

Queste le parole che si leggono sul drappo affisso dalla madre, disperata per l’esclusione del figlio.

Il tutto poi, è stato ripreso dal quotidiano Metropolis in un lungo articolo, anticipato dal titolone in prima pagina. Da lì in poi il giro dei social. Nell’articolo si legge che Virginia sia andata nella segreteria della scuola calcio a chiedere come mai il figlio nonostante si allenasse con continuità non venisse convocato. E la risposta è stata: “Le partite le dobbiamo vincere, purtroppo Matteo (il figlio di Virginia, ndr) non riesce a stare al passo dei compagni”.

È andata realmente così?

Come sia andata davvero non possiamo stabilirlo. Di certo conosciamo bene l’ambiente delle scuole calcio, ne trattiamo le notizie da più di vent’anni. Conosciamo persone e personaggi.

Da quello che trapela dalla società la verità è un’altra ed è stata anche pubblicata sui social prima ancora che si alzasse tutto questo polverone.

Questione di gruppi

Quando un gruppo di allievi raggiunge un numero elevato di iscritti è chiaro che, affinché un tecnico possa seguire al meglio i propri baby calciatori, il gruppo venga suddiviso in più sottogruppi della stessa fascia d’età.

In questo caso il più delle volte nascono le incomprensioni con tanti genitori. La suddivisione di tale gruppo può essere fatta per capacità motorie o per “anzianità” nella scuola calcio. È altrettanto chiaro che la scelta debba essere dei tecnici e della direzione della società, visto che viene fatta in casa loro.

Da quanto raccolto dalla nostra redazione il confronto società-genitori nel caso di Matteo c’è stato, ma pare che non sia andata perfettamente come va raccontato Virginia. Alla signora è stato spiegato che nella scuola calcio in questione, così come nella stragrande maggioranza delle “academy” del territorio, ci sono due gruppi. Il gruppo di mister Pasquale ed il gruppo di mister Salvatore. Entrambi i gruppi svolgono lo stesso numero di allenamenti e per entrambi i gruppi è garantita la partita nel weekend.

Semplicemente la signora Virginia pare voglia decidere lei in quale dei due gruppi debba giocare Matteo.

Come anticipato non abbiamo la certezza che sia andata realmente così, ma vi possiamo assicurare che una situazione del genere si ripete quotidianamente in tutte, o quasi tutte, le scuole calcio della Campania.

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