Doveva essere una serata di festa, la “notte della Strega”, e invece sabato al Vigorito, si è materializzato l’incubo. Sia chiaro, ormai nessuno nel calcio da per scontata una qualificazione ( vedi Liverpool – Barcellona ecc), ma che il Cittadella, sconfitto 4 volte su 4, riuscisse a ribaltare l’1-2 dell’andata in maniera così netta, era difficilmente pronosticabile. Merito del tecnico Venturato, che è riuscito ancora una volta a stupire, e che ha portato il suo Cittadella, prima a giocarsi questa partita con la convinzione di poter riuscire nell’impresa, e che ora si giocherà contro il Verona l’accesso nella massima serie.

HARAKIRI GIALLOROSSO

Un suicidio psicologico, che parte dagli errori del portiere Montipò. Il classe ‘96, tanto elogiato durante la stagione come uno dei migliori, vive 45 minuti completamente da cancellare, che costano carissimo ai suoi. Prima l’uscita a vuoto su Diaw al 36’ che appoggia in rete l’1-0, poi un difetto sul tiro a dir poco irresistibile di Panico al 44’. Al Benevento basterebbe un gol per prolungare la gara, ma il buon inizio viene completamente coperto da tutte le paure che tutto d’un tratto si materializzano. Ad inizio ripresa è già troppo tardi, Moncini al 54’ appoggia col tacco lo  0-3 che paralizza definitivamente i giallorossi.

Impalpabile Tello, insufficienti Buonaiuto, Ricci e Coda, che sembra il gemello dell’attaccante dalle 22 reti in campionato. Un copione già visto in altri momenti della stagione, che i tifosi temevano in cuor proprio, ma che quel risultato dell’andata, aveva scongiurato dando la dolce illusione di poter giocare la finale Playoff per accedere in Serie A.

CRISTIAN BUCCHI?

Gli allenatori sono troppo legati ai risultati sportivi, e il rapporto con la tifoseria non è mai decollato. Qualche critica è arrivata per i troppi cambi di uomini e di modulo, ma l’allenatore romano ha sempre portato avanti la sua filosofia di gioco, contro tutto e tutti. Delle volte la strategia ha ripagato, ma se è vero che “audentes fortuna iuvat” (la fortuna aiuta gli audaci), audace è stato solo il Cittadella, che anche grazie agli episodi, ha giocato una partita da incorniciare.

Gli scenari possibili ora sono due: o si riparte dalle consapevolezze ottenute nelle ultime giornate, che hanno portato il Benevento ad essere stabilmente in zona Playoff, cercando gli uomini adatti ad interpretare le rotazioni dell’allenatore (che meriterebbe una “seconda chance”), o Bucchi farà da capro espiatorio, pagando il mancato raggiungimento della finale, e si cercherà un traghettatore che possa ripetere in meglio la stagione.

DA DOVE SI RIPARTE

Come già detto (semifinale di ritorno a parte), da tenere Montipò, che ha dimostrato di essere un portiere affidabile per gran parte della stagione, e che può migliorare ancora vista la sua giovane età. In difesa sorpresa Caldirola, che al suo ritorno in Italia, è riuscito ad inserirsi nei meccanismi della retroguardia, trovando anche 3 reti. Come centrocampista imprescindibile Viola, che sarà difficile da trattenere visto che già a Gennaio era cercato in Serie A, ma che ha fatto sentire decisamente la sua assenza nel periodo dell’infortunio.

In avanti ovviamente Coda, secondo per reti solo al capocannoniere Donnarumma, che deve essere il punto da cui ripartire per la cavalcata verso la vetta, insieme ad Insigne, che soprattutto nel finale, si è acceso dimostrando di valere la categoria. Ci vorrà tempo per smaltire la delusione, ma se riuscirà a trattenere i suo big, il Benevento dimostrerà presto che questo 0-3 sarà solo un lontano ricordo, e il ritorno in Serie A sarà stato soltanto rimandato…

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