Balogun, la squalifica revocata non è la prima volta: il precedente

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La decisione della FIFA di revocare la squalifica a Folarin Balogun continua ad alimentare polemiche alla vigilia degli ottavi di finale del Mondiale. L’attaccante degli Stati Uniti, infatti, sarà regolarmente a disposizione del commissario tecnico Mauricio Pochettino per la sfida contro il Belgio dopo l’annullamento del turno di stop che gli era stato inflitto in seguito all’espulsione rimediata contro la Bosnia.

Balogun era stato espulso con un cartellino rosso diretto per un duro pestone ai danni del difensore del Sassuolo Muharemovic. Secondo il regolamento, il centravanti avrebbe dovuto scontare automaticamente una giornata di squalifica, saltando così gli ottavi di finale. Nelle scorse ore, però, la FIFA ha ribaltato la decisione, consentendo al giocatore di tornare immediatamente disponibile.

Il Belgio presenta una protesta ufficiale alla FIFA

La scelta della FIFA non è stata accolta positivamente dalla Federazione belga, che ha deciso di muoversi formalmente contro il provvedimento.

Secondo quanto riportato da The Athletic, il Belgio ha inviato una lettera ufficiale alla FIFA contestando la revoca della squalifica. Inoltre, alla federazione belga sarebbe stato concesso il diritto di ricorso, aprendo così un nuovo fronte legale che potrebbe continuare a far discutere anche nei prossimi giorni.

La vicenda rischia dunque di trasformarsi in uno dei casi più controversi di questa edizione del Mondiale, con una decisione destinata a dividere tifosi e addetti ai lavori.

Il precedente di Garrincha ai Mondiali del 1962

La revoca della squalifica di Balogun richiama alla mente uno dei precedenti più celebri nella storia della Coppa del Mondo. Per trovare una situazione simile bisogna tornare indietro di ben 64 anni, ai Mondiali del 1962 disputati in Cile.

Protagonista fu Mané Garrincha, leggenda del Brasile e considerato uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Durante la semifinale vinta dalla Seleção per 4-2 contro i padroni di casa del Cile, l’esterno brasiliano venne espulso all’83’ per un fallo di reazione, ricevendo un cartellino rosso che gli avrebbe dovuto impedire di disputare la finale.

Secondo quanto tramandato dalla storia del calcio, però, la FIFA decise successivamente di revocare la squalifica. Una scelta che, secondo diverse ricostruzioni, sarebbe stata favorita anche dalle forti pressioni esercitate dal governo brasiliano e dagli organizzatori del torneo.

Garrincha poté così scendere regolarmente in campo nella finale contro la Cecoslovacchia, contribuendo al successo del Brasile per 3-1 e alla conquista del secondo titolo mondiale della sua storia.

Balogun come Garrincha? Un caso destinato a far discutere

Il paragone tra i due episodi nasce proprio dalla rarità di una revoca di squalifica dopo un’espulsione diretta in una fase così avanzata della competizione. Sebbene i contesti storici siano molto diversi, il caso Balogun rappresenta uno degli episodi arbitrali e disciplinari più discussi del torneo.

Ora l’attenzione si sposta sul ricorso del Belgio e sulle eventuali decisioni che la FIFA potrebbe prendere nelle prossime ore. Nel frattempo, Mauricio Pochettino può sorridere: il suo centravanti sarà regolarmente disponibile per l’attesissimo ottavo di finale.

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