L’Avellino vede il suo destino legato alla richiesta di concordato preventivo presentata da Gianandrea De Cesare che nella notte ha ricevuto striscioni contro all’esterno del Partenio-Lombardi, che ha messo in vendita il club. Tra l’altro, ieri c’è stato il sequestro di 100 milioni al patron. L’indagine potrebbe coinvolgere anche la Sidigas di basket (iscritta dal sindaco alla B) e l’Avellino calcio. Come in una partita di poker sarà l’attuale patron ad avere la prima mano e non rilancerà, sperando che tra le mani abbia qualcosa di concreto. Qualche movimento di mercato c’è, ma non si vede, tutto è legato al futuro sempre incerto.

I pretendenti

Radici Group appare favorita nella corsa al club: la società di smaltimento di prodotti chimici potrebbe ben presto presentare un’offerta, comprensiva dell’acquisto del marchio che è in gestione a De Cesare fino al 31 dicembre 2019. L’azienda bergamasca sponsorizza l’Atalanta in serie A, ma non ha quote della società orobica. Poi toccherà ad Antonio D’Agostino rilanciare, mentre bisognerà capire se l’imprenditore Giovanni Lombardi ed Enrico Preziosi saranno seduti al tavolo delle trattative. I nomi circolano, ma non c’è nulla di concreto. L’imprenditore Giovanni Lombardi che trattò l’Avellino dalle mani di Taccone, dieci giorni fa si è lasciato andare a una dichiarazione di affetto per la piazza. Il re dei giocattoli, invece, ha invece smentito di partecipare a una trattativa per rilevare il club. Il rischio è che il piatto per i tifosi sia talmente povero che alla fine possa paventarsi il rischio di un campionato decisamente al di sotto delle potenzialità di una piazza per la quale la serie C è comunque restrittiva.

Le ore decisive

Prima di venerdì, però, ci sarà un solo vincitore: il silenzio. Bisognerà capire prima se la richiesta di concordato sarà accettata. Intanto, il sindaco di Avellino, Festa, si dichiara ottimista. Non potrà essere lui, comunque, a scegliere chi rileverà il club, in quanto – per ora – si tratta di una cessione o non di un fallimento. Il primo cittadino, però, potrà fare da garante, magari parlando con il Ceo di Radici Group, Antonio D’Agostino, Giovanni Lombardi ed Enrico Preziosi.

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