di Aniello Battaglia

Amara la sconfitta in casa Avellino, dove di scena al Partenio è stato il Catania del mister Cristaldi, in panchina a sostituire Raffaele squalificato. Per il Catania è stata una vittoria importante e che consente agli etnei di continuare sul solco positivo tracciato con Vibonese e Turris.

Per i lupi di mister Braglia, una sconfitta inaspettata per una squadra decimata e in crisi dopo la seconda scivolata consecutiva tra le mura amiche. Solo Maniero e qualche altro elemento hanno tenuto alto il gioco, per il resto è risultata una squadra abulica e priva di slancio.

Per Braglia pesano troppo le assenze

È proprio mister Braglia che ai microfoni di Prima TV, esterna tutta la sua amarezza per un percorso fatale imboccato: “È un incubo quello che stiamo vivendo con la prospettiva dei tamponi. I ragazzi in campo hanno fatto l’impossibile e a tutti non si poteva chiedere di più con una squadra decimata. Abbiamo giocato con un solo centrocampista e tante sono le vicissitudini capitateci e senza trovare scusanti, dico che ad esempio, abbiamo giocato con l’apporto di due ragazzi che erano fermi da dieci giorni e quindi non ancora pronti per essere schierati. Purtroppo in mancanza di altri li ho dovuti mettere in campo per sopperire ai nove assenti, per cui molti si sono trovati a ricoprire dei ruoli non loro. Tutto ciò ci sconquassa e porterebbe problemi all’assetto collettivo a qualsiasi compagine, in quanto per prima devi fare i conti con i nervi perché sei legato al risultato dei tamponi. Per cui già si va in fibrillazione pensando ad una possibile positività di qualcuno. Quindi è facile perdere la quadra quando devi fare i conti con problematiche che non provengono dal calcio giocato. Confido solo in una presta ripresa, superando in primis ogni ostacolo”.

Parla anche il difensore Alberto Dossena

Al termine della gara anche Dossena spera in una ripresa al più presto e sottolinea le varie vicissitudini di cui la squadra è ostacolata: “Sapevamo che non era una partita facile. Ci mancavano tanti giocatori, ma la partita è stata fatta. È stata decisa da episodi, dovevamo essere più attenti e ora dobbiamo pensare già a riscattarci mercoledì. Adesso pensiamo a recuperare compagni e recuperare forze, non sarà facile ma dobbiamo avere voglia di riscattarci, le forze arriveranno di conseguenza. Non penso che il fattore campo incida, senza tifosi in casa o fuori è uguale, però dobbiamo interpretare ogni partita al meglio, impegnarci sempre e cercare i tre punti. Nikolic? È giovane, sta facendo bene, non conoscendo la lingua cerchiamo di aiutarlo. È un bravo ragazzo, guardiamo avanti per riscattarci. C’è rabbia per la sconfitta ma da domani ci concentreremo già su mercoledì. Giocare senza più fattore campo è dura, soprattutto per squadre che hanno grandi tifoserie qual è la nostra. Oggi come oggi dentro o fuori non fa differenza. Nello spogliatoio c’era tanta rabbia per la sconfitta, vogliamo voltare pagina perché i due punti raccolti nelle ultime quattro partite sono un bottino inaccettabile per una squadra come la nostra. Il ruolo? Destra o sinistra nella difesa a tre non fa differenza, lo scorso hanno ho giocato sempre da braccetto destro. I tamponi? Si fa sempre più pesante sottostare a questo iter, indispensabile, ma stressante”.

Effettivamente tante sono state le problematiche presentatesi prima del match col Catania e di conseguenza tanti sono stati gli adattamenti di gioco che hanno costretto Braglia a rimodellare l’assetto della squadra. Pesa sempre più lo spauracchio del virus, che potrebbe colpire chiunque ed in qualsiasi momento. Sperando che lo scenario si avvii ad un percorso più ordinato, tutti auspicano una ripresa immediata e in piena serenità.

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