La qualificazione alla finale dei Mondiali ha scatenato l’entusiasmo dell’Argentina, protagonista di una rimonta vincente contro l’Inghilterra. Tuttavia, al termine della semifinale, un episodio avvenuto durante i festeggiamenti rischia di spostare l’attenzione dal campo alle possibili valutazioni disciplinari della FIFA.
Lo striscione esposto dopo il successo sull’Inghilterra
Al termine della gara disputata al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, i calciatori Giovani Lo Celso e Nicolás Otamendi hanno mostrato uno striscione con la scritta “Le Malvinas sono argentine”, poi esposto sul terreno di gioco mentre la squadra festeggiava con i propri tifosi.
Il messaggio richiama la storica disputa sulla sovranità delle Isole Falkland (Malvinas), territorio amministrato dal Regno Unito dopo il conflitto del 1982 e ancora oggi al centro delle rivendicazioni dell’Argentina.
Cosa prevede il regolamento FIFA
Il Codice Disciplinare FIFA vieta l’utilizzo delle competizioni ufficiali per diffondere messaggi politici, ideologici o assimilabili. Qualora la federazione internazionale ritenga che il gesto rientri in questa casistica, potrebbe aprire un procedimento disciplinare.
Le eventuali sanzioni previste dal regolamento comprendono avvertimenti, multe e, nei casi più gravi, anche squalifiche nei confronti dei tesserati o della federazione coinvolta.
I precedenti e gli scenari possibili
Un caso analogo risale ai Mondiali di Russia 2018, quando Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri furono multati per l’esultanza con il gesto dell’aquila bicefala, considerata un riferimento politico durante la sfida tra Svizzera e Serbia.
Alla luce di quel precedente, qualora la FIFA decidesse di intervenire anche in questa occasione, l’ipotesi più probabile sarebbe una sanzione economica, senza conseguenze sportive immediate. Ciò significa che, allo stato attuale, non emergono elementi che facciano prevedere l’assenza di calciatori argentini nella finale contro la Spagna, in attesa di eventuali comunicazioni ufficiali della federazione internazionale.
