Angri 1927, il presidente Baraldi sbotta: prime difficoltà per lo stadio?

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Nel pieno di settimane caratterizzate da indiscrezioni e polemiche, l’U.S. Angri 1927 ha scelto di affidare direttamente al presidente Fabio Baraldi il compito di ricostruire gli avvenimenti che hanno accompagnato la programmazione della nuova stagione. Una ricostruzione che punta a fare chiarezza su una vicenda destinata a incidere sul futuro del club.

Il percorso ricostruito dal presidente

Dopo un primo intervento dello scorso 5 luglio, con cui aveva ribadito che ogni decisione era stata presa nell’esclusivo interesse della società, Baraldi è tornato sull’argomento con una lettera aperta pubblicata il 10 luglio.

La questione dello stadio Novi

Il presidente spiega di aver acquisito il club all’inizio di aprile e di aver avviato immediatamente un confronto con i gestori dello stadio Novi per definire l’utilizzo dell’impianto.

Secondo la ricostruzione fornita, dopo un primo preventivo di circa 20 mila euro annui, nel successivo incontro sarebbe stata avanzata una richiesta di 40 mila euro, alla quale si sarebbero aggiunti i costi per lavanderia, magazzino e pulizie, tutti a carico dell’Angri e riferiti esclusivamente alla prima squadra.

Di fronte a queste condizioni, la società ha deciso di spostare gli allenamenti a Sant’Egidio del Monte Albino, pur continuando a richiedere il nulla osta necessario per disputare le gare casalinghe al Novi.

Le accuse e la richiesta di trasparenza

Nella lettera Baraldi afferma di aver scelto di rendere pubblica la vicenda solo dopo la diffusione delle notizie riguardanti il titolo sportivo del Pomigliano e il successivo dibattito mediatico.

Il presidente precisa inoltre di essere ancora in attesa di una risposta alla PEC inviata il 19 giugno, sottolineando di non voler mettere in discussione l’attuale gestione dell’impianto, ma di pretendere il rispetto degli obblighi previsti per un bene pubblico.

Un messaggio rivolto alla città

Baraldi ribadisce che la società non intende alimentare polemiche, ma chiede rispetto per il lavoro svolto e per una realtà che si avvicina al Centenario. Annuncia inoltre che qualsiasi comportamento ritenuto intimidatorio sarà segnalato alle autorità competenti.

Solo nelle battute finali emerge il messaggio che il presidente ha voluto consegnare alla tifoseria: difendere il presente e il futuro dell’U.S. Angri 1927, rivendicando autonomia nelle scelte societarie e la volontà di tutelare un patrimonio sportivo che appartiene all’intera comunità.

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