Se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno dobbiamo dire che mai come adesso le scuole calcio sono state al centro della discussione pubblica nazionale. Allenamenti individuali, sì o no? Questo è dilemma.

Come al ping pong

Tra DPCM, FAQ, circolari e chiarimenti vari le società dilettantistiche ed in particolar modo le scuole calcio, stanno facendo davvero fatica a trovare una linea comune. Eppure sembra che ci sia una “verità di fondo” in tutte le versioni, che proveremo a spiegarvi di seguito.

Il DPCM del Premier Conte

In primis fu il DPCM del Primo Ministro Giuseppe Conte a gettare nello sconforto il mondo dilettantistico. Stop a tutte le competizioni a carattere regionale e provinciale. Il calcio continua per i professionisti e la Serie D. Per il Governo possono andare avanti anche i campionati nazionali dei settori giovanili professionistici.

“(…) l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento (…)”. Questo è quanto si legge nel documento del 24 ottobre e che ha fatto tirare un sospiro di sollievo al fronte del “Sì”.

Alla sezione g) del punto 9 del DPCM però, si trova un passo alquanto chiaro: “(…) sono altresì sospese le attività dilettantistiche di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto (…)”Una sezione questa, abbastanza chiara per il fronte del “No”.

Spadafora da Fazio

È così che prende il via il tam tam sul web tra chi suppone che si possa continuare a fare allenamenti individuali sui propri centri sportivi e chi invece, crede che il decreto del Governo fermi l’attività delle scuole calcio. A fare chiarezza ci prova il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. La domanda di Fabio Fazio è diretta: “Verranno chiuse anche le scuole calcio?”. A questa il Ministro risponde: “Sì, non proprio. I centri sportivi che sono all’aperto restano fruibili, ovviamente non si potranno praticare gli sport di contatto. Quindi i ragazzi che vogliono andare lì e giocare a pallone come hanno sempre fatto non lo possono fare. Se i ragazzi invece, vogliono allenarsi, fare attività fisica, fare le flessioni e tutto ciò che non li mette in contatto con gli altri, lo possono fare”. Poi un passo importante: “Una scuola calcio può fare tutto tranne quello per cui probabilmente esisteva”.

Slalom tra le FAQ

Anche le parole del Ministro lasciano spazio alle interpretazioni. Si passa così a consultare le FAQ del sito del Ministero della Salute. Un punto chiave è alla domanda N.5

5. Cosa si intende per attività dilettantistiche di base?

Tutte le attività svolte senza la presenza di un tecnico sportivo abilitato e di un referente per il Protocollo di contrasto al COVID-19 di un ente sportivo riconosciuto dal CONI e del CIP, che abbia adottato un Protocollo di contrasto al COVID-19, registrato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il CONI e del CIP.

Poi arrivano le risposte che alimentano il fronte del “Sì”. In particolare alla domanda N.9

9. Sport di squadra e di contatto: gli allenamenti nei centri sportivi (che restano aperti) possono essere svolti in forma individuale? Se no, i singoli atleti possono allenarsi nei centri da soli? E in contemporanea con gli altri?

Le attività motorie e di sport di base possono essere svolte presso centri sportivi e circoli all’aperto, fermo restando il rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Pertanto, sarà possibile solo svolgere allenamenti e attività sportiva di base a livello individuale, previsti dal decreto del ministro dello sport del 14 ottobre 2020 che individua gli sport da contatto. Gli allenamenti per sport di squadra, parimenti, potranno svolgersi in forma individuale, previo rispetto del distanziamento.

Subito dopo però, il Ministero chiarisce ancora che le scuole calcio devono sospendere le proprie attività, ma c’è un “tuttavia” che apre al dubbio.

10. È possibile continuare le attività delle scuole calcio o altri sport di squadra?

L’attività delle scuole calcio deve essere sospesa, tuttavia, come specificato nella FAQ n. 9, fermo restando il distanziamento ed il divieto di assembramento, è possibile svolgere allenamenti a livello individuale in centri sportivi, circoli e altri luoghi all’aperto. Non è quindi possibile fare partite di allenamento o altre attività che prevedono o possono dar luogo a contatto interpersonale ravvicinato, ma è possibile l’allenamento individuale come attività motoria.

La circolare della discordia

Mentre le scuole calcio entrano nel panico tra il restare aperti ed il chiudere, il Comitato Regionale Campania della LND chiede chiarimenti alla FIGC e a seguire anche altri Comitati. Arriva poi la circolare del Ministero dell’Interno, che il Viminale ha inviato ai prefetti d’Italia. Un punto fionda le scuole calcio nell’oblio: “Inoltre, sempre per tali attività sportive vengono sospese non solo le gare e le competizioni ludico-amatoriali, confermando quanto già disponeva il precedente d.P.C.M., ma altresì tutte le altre attività connesse, praticate a livello dilettantistico di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento; sicché sono ricomprese nella generale sospensione anche le attività di allenamento svolte in forma individuale.

Un fulmine a ciel sereno per il Ministro Spadafora che pochi giorni prima aveva dichiarato, anche attraverso le FAQ del suo Dicastero, la possibilità di svolgere allenamenti individuali.

L’ultimo (?) step

Nella mattinata di ieri è circolata la notizia che Conte abbia dato il via agli allenamenti individuali. E così tra le FAQ del Ministero dello Sport è comparsa un’ultima domanda.

24. A quali attività sportive devono essere riferite le espressioni contenute nella circolare del Ministero dell’Interno n. 15350/117(2)/1 del 27 ottobre 2020, al seguente capoverso “Inoltre, sempre per tali attività sportive vengono sospese non solo le gare e le competizioni ludico-amatoriali, confermando quanto già disponeva il precedente d.P.C.M., ma altresì tutte le altre attività connesse, praticate a livello dilettantistico di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento; sicché sono ricomprese nella generale sospensione anche le attività di allenamento svolte in forma individuale.”?

Le sospensioni sono da riferirsi esclusivamente alle attività ludico-amatoriali svolte al chiuso. Nei centri sportivi e circoli all’aperto è possibile svolgere attività motoria e di sport di base in forma individuale e nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento.

Per quanto attiene gli sport di squadra e gli sport da contatto, nei medesimi luoghi all’aperto è possibile svolgere allenamenti in forma individuale, assimilabili alle attività sportiva di base o all’attività motoria in genere, sempre nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento.

Allora? Gli allenamenti individuali si possono fare?

A nostro avviso la risposta è “No”. O almeno non si possono fare per quello che intendono le scuole calcio con cui ci confrontiamo quotidianamente. Per farla breve non è possibile organizzare una seduta di allenamenti individuali, che siano di tecnica di base o anche della stessa attività motoria. Come abbiamo potuto leggere l’attività di scuola calcio dev’essere sospesa, quindi non è possibile “insegnare calcio”. Tanto è vero che tra le FAQ abbiamo letto che non dev’esserci un tecnico in campo o chiunque possa “gestire” l’allenamento.

La risposta diventa sì, qualora per “allenamenti individuali” intendiamo il singolo atleta che si reca presso la struttura sportiva e pratica attività sportiva o motoria. Un po’ come se andasse autonomamente in villa comunale, sul lungomare o in un parco. In pratica una scuola calcio che voglia aprire il proprio centro sportivo per concedere ai propri tesserati di allenarsi liberamente può farlo ed al massimo gestire le prenotazioni in base a quanto è grande la struttura ed a quanti atleti può concedere la libertà di allenarsi riuscendo a mantenere il distanziamento sociale. Anche perché in questo caso la responsabilità ricadrebbe sul Rappresentante Legale della società, soprattutto in considerazione di minorenni.

La FIGC latita

In tutto questo la FIGC non si è ancora espressa, anch’essa evidentemente caduta nel vortice delle contraddizioni. Come ha ricordato il presidente del CR Campania Carmine Zigarelli però, va sottolineato che la Federazione è l’unica che può sedersi ai tavoli istituzionali, per cui ha un canale diverso rispetto alle Leghe.

Le scuole calcio intanto continuano a restare nel limbo, senza sapere se sono costrette a scendere all’inferno o salire in paradiso. C’è chi resta aperto continuando a fare allenamenti individuali (come da DPCM del 18 ottobre) e chi invece, ha messo i catenacci alla propria struttura. Chi l’ha fatto in attesa di ulteriori chiarimenti e chi fino al 24 novembre. Una disparità di interpretazioni che non fa altro che creare il caos, oltre che attriti tra società. Senza considerare che può esserci il piccolo iscritto di turno che chiede giustamente alla propria società: “Perché il mio amichetto di classe continua ad allenarsi nella società poco distante?”

Ai posteri l’ardua sentenza.

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