gigi simoni

Gigi Simoni non c’è più, l’allenatore di mezza Italia (più di 17 club guidati nella trentennale carriera di tecnico) si è spento dopo aver lottato contro un ictus che lo aveva colpito il 22 giugno scorso. Tanti gli attestati di stima per uno dei volti positivi del calcio italiano, la cui gentilezza e i modi da gentiluomo fecero innamorare anche Ronaldo il Fenomeno.

Trenta’anni in panchina tra gioie e dolori

Lunga e piena di momenti esaltanti, ma anche di amarezze, è stata la carriera di Gigi Simoni.  Ben 17 club diversi guidati nella trentennale carriera da tecnico, con l’amarezza di non essere riuscito a strappare alla Juve uno scudetto intriso di polemiche (stagione 1997-98, quello del contatto in area tra Iuliano e Ronaldo non sanzionato col rigore). In quell’occasione l’abituale aplomb che lo caratterizzava lasciò spazio alla frustrazione del momento, rivelando un lato inedito dell’allora allenatore dell’Inter.  Nel ’98, però, Gigi esultò per la conquista della Coppa Uefa in nerazzurro ed ebbe la soddisfazione personale della Panchina d’oro.

L’ascesa della Cremonese nel calcio di alto livello in Serie A fu uno dei suoi capolavori, ma come non citare le stagioni al Genoa che lo consacrarono come uno dei beniamini della Nord e l’annata alla guida del Napoli nel ’96 passando dal sogno scudetto alla striscia di 10 partite consecutive senza vittorie che gli costarono l’esonero. Tuttora è  il recordman di promozioni dalla Serie B alla A: ben 7 (più una dalla B alla C come direttore tecnico). Da giocatore vinse una Coppa Italia nel ’62 col Napoli.

Che la terra ti sia lieve Gigi, il tuo sorriso mancherà a tutto il mondo del calcio.

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