Napoli-Juventus 0-1: Higuain punisce Sarri

Scritto da il 1 dicembre 2017
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NAPOLI – JUVENTUS 0-1

NAPOLI (4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui (76’ Maggio); Allan (67’ Zielinski), Jorginho, Hamsik, Callejon, Mertens, Insigne (76’ Ounas). A disp.: Sepe, Rafael, Chiriches, Maksimovic, Scarf, Diawara, Rog, Giaccherini, Leandrinho. All.: Sarri

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon, De Sciglio (83’ Barzagli), Benatia, Chiellini, Asamoah; Khedira (67’ Marchisio), Pjanic; D. Costa (79’ Cuadrado), Dybala, Matuidi; Higuain. A disp.: Szczesny, Pinsoglio, Rugani, Alex Sandro, Sturaro, Bentancur, Bernardeschi. All.: Allegri

ARBITRO: Orsato

ASSISTENTI: Di Fiore – Manganelli

VAR: Irrati (Ass.: Aureliano)

IV UOMO: Doveri

MARCATORI: 13’ Higuain (J)

AMMONITI: Chiellini (J), Mertens, Mario Rui (N)

Per il San Paolo è la mamma di tutte le partite. Lo testimonia il ritorno al pienone dopo le poche presenze con Milan e Shakhtar. Il Napoli arriva allo scontro diretto forte dei quattro punti di vantaggio sulla Vecchia Signora. Sarri schiera la formazione tipo, ha fuori solo i lungodegenti Milik e Ghoulam; Allegri deve rinunciare a Mandzukic e si presenta con un 4-2-3-1 in cui Matuidi fa il trequartista di sinistra.

In tre minuti Hamsik spreca due volte. Prima su assist di Insigne che ha servito lo slovacco a rimorchio, poi su passaggio filtrante di Allan che aveva rubato palla sulla trequarti. Entrambe le volte controllo errato da parte del capitano. A passare in vantaggio al 13’ è la Juve. Insigne perde palla al limite dell’area juventina. Parte così un contropiede velocissimo di Douglas Costa. Il brasiliano lascia a Dybala sulla trequarti, l’argentino vede il movimento di Higuain che controlla ed insacca alle spalle di Reina. Stavolta il Pipita esulta, anzi fa di più. Mano all’orecchio a sbeffeggiare il San Paolo, che lo inonda di fischi, prima di apostrofarlo. Al 18’ arriva la risposta azzurra. Errore nel disimpegno di Chiellini, Callejon serve Hamsik che stavolta calcia di prima ed impegna Buffon coi pugni. Al 22’ Juve vicina al raddoppio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo la palla arriva a Benatia che di destro spara potente ma senza precisione. Al 31’ sbaglia ancora Chiellini, che dimostra tutta la sua difficoltà nell’impostare. Insigne ne approfitta e scaglia un destro che Buffon respinge in angolo coi pugni. Sul corner è ancora il frattese ad impensierire l’ex portiere della Nazionale ma nulla di fatto per gli azzurri. Al 37’ ci prova ancora Insigne che rientra sul destro ma la conclusione è debole. Al 39’ si rivede la Juve. Dybala si ritrova tra i piedi un passaggio sbagliato di Albiol, l’argentino avanza e fa partire il sinistro: palla alta. Al 43’ è di nuovo Insigne a provare la conclusione a rete. Destro ancora debole con Mertens e Callejon che avevano attaccato gli spazi.

La ripresa inizia con gli stessi interpreti del primo tempo. Il Napoli ovviamente ha un guizzo in più nel tentativo di pareggiare. Al 54’ arriva la prima vera occasione per gli azzurri con Insigne che prova a sorprendere Buffon calciando di prima intenzione di sinistro ma il numero uno bianconero blocca a terra. Il Napoli preme ed un minuto più tardi è la volta di Callejon che calcia un missile redente l’erba che si spegne di pochissimo a lato del palo opposto. Al 68’ è invece la Juventus ad andare vicina al raddoppio: Dybala pesca Matuidi sul secondo palo, parafrasando la classica giocata Insigne-Callejon. Il francese calcia forte facendo rimbalzare il pallone a terra ma Reina con un miracolo gli nega il gol. Al 73’ il neo entrato Zielinski inventa per Insigne. Sinistro potente dell’ex pescarese ma palla che attraversa lo specchio della porta per poi finire fuori di un soffio. Al 75’ Insigne si ritrova a tu per tu con Buffon che bravo in uscita bassa a negare il tiro al napoletano. Da questo momento in poi è un monologo azzurro ma senza grandissimi sussulti. La Juventus si difende con ordine nonostante l’assalto partenopeo. Dopo quattro minuti di recupero Allegri porta a casa i tre punti e riapre definitivamente la corsa allo scudetto. Il Napoli è parsa una squadra usurata.

Claudio Musella

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