Napoli-Atalanta 1-2: azzurri fuori dalla TIM Cup

Scritto da il 2 gennaio 2018
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NAPOLI – ATALANTA 1-2

NAPOLI (4-3-3): Sepe, Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Mario Rui; Rog, Diawara, Hamsik (56’ Insigne), Ounas (72’ Allan), Callejon (56’ Mertens), Zielinski. A disp.: Reina, Rafael, Albiol, Maksimovic, Tonelli, Scarf, Maggio, Jorginho, Leandrinho. All.: Sarri

ATALANTA (3-4-2-1): Berisha, Caldara, Palomino, Toloi; Castagne, De Roon, Freuler, Gosens; Cristante (75’ Ilicic), Gomez (90’ Haas); Cornelius (82’ Petagna). A disp.: Gollini, Rossi, Masiello, Mancini, Vido, Hateboer, Spinazzola, Schmidt, Orsolini. All.: Gasperini

ARBITRO: Giacomelli

ASSISTENTI: Dobosz – Del Giovane

VAR: Damato (Ass.: Posado)

IV UOMO: Abbattista

MARCATORI: 50’ Castagne (A), 81’ Gomez (A), 84’ Mertens (N)

AMMONITI: Koulibaly, Rog (N); Freuler, Caldara (A)

Secondo appuntamento stagionale con la TIM Cup per Maurizio Sarri. Dopo aver eliminato agli ottavi l’Udinese al San Paolo, il Napoli ospita l’Atalanta, approdata per la prima volta ai quarti dopo 13 anni. Sarri fa turnover a partire da Sepe in porta, poi Chiriches fa rifiatare Albiol, mentre a centrocampo Diawara e Rog giocano al posto di Jorginho ed Allan, le novità vere sono in attacco dove il tecnico azzurro schiera un inedito tridente con Ounas a destra, Zielinski a sinistra e Callejon punta centrale. Rotazioni ma non troppe invece, in casa bergamasca: tra i difensori Gasperini lascia in panchina Masiello in favore di Palomino, sugli esterni si rivede Castagne sulla destra, mentre alle spalle di Cornelius (prima punta) c’è Freuler ad affiancare Gomez, con Ilicic che siede a bordo campo.

Al 7’ primo sussulto della gara con Callejon che impegna Berisha con un bel diagonale, al quale il portiere albanese risponde mettendo in angolo. Al 30’ occasionissima per il Napoli: Ounas pennella un bel pallone per Zielinski che sbuca alle spalle di Castagne. Quasi all’interno dell’area piccola il polacco fallisce clamorosamente colpendo debolmente e consegnando il pallone a Berisha. Due minuti più tardi è la volta dell’Atalanta: Gomez colpisce di testa su cross di Gosens, traiettoria a pallonetto a cui Sepe risponde mettendo in angolo. Si fa vedere Cornelius: prima al 36’ ci prova di testa su assist di Gomez; due minuti dopo lo fa di sinistro all’interno dell’area. Entrambe le volte conclusione alta.

La ripresa si apre come si era chiuso il primo tempo. Squadre pimpanti alla ricerca del vantaggio. A trovarlo è l’Atalanta con Castagne, che al 50’ sfrutta un rimpallo su una conclusione di Cornelius. L’esterno nerazzurro batte Sepe con destro secco e potente su cui nulla può l’estremo difensore azzurro. Sarri corre ai ripari ed inserisce Insigne e Mertens al posto di Hamsik e Callejon, con Zielinski che si sposta a centrocampo. Il cambio, almeno inizialmente, non produce gli effetti sperati. Al 67’ ci prova ancora Cornelius che libera il sinistro da fuori area ma Sepe blocca a terra. Al 72’ si completa la bocciatura del tridente iniziale con Sarri che inserisce Allan per Ounas e Rog passa a fare l’attaccante esterno di destra. Un cambio, anche questo, che non produce miglioramenti è così l’Atalanta raddoppia con Gomez all’81’. Il Papu s’invola sulla sinistra, supera Chiriches e scaglia un tiro potente sotto la traversa battendo Sepe. Il Napoli non demorde e riesce subito ad accorciare le distanze con Mertens: il belga sfrutta un’incomprensione tra Caldara e Berisha su cross di Insigne e di testa batte il portiere albanese. Il Napoli prova l’assalto finale che però non produce sussulti e dopo tre minuti di recupero Giacomelli sancisce la sconfitta azzurra.

Azzurri fuori dalla Coppa Italia ai quarti. Una manifestazione che negli ultimi anni ha sempre regalato emozioni al pubblico partenopeo che invece, stavolta vede i suoi beniamini lasciare mestamente la competizione alla seconda apparizione. Dall’altra parte Gasperini continua a stupire ed accede alla seconda semifinale in attesa della vincente tra Juventus e Torino. Sarri ha provato con tante seconde linee a passare il turno non trovando i frutti sperati, anche sul piano del gioco. Una dimostrazione in più che il mercato deve regalare qualche pedina in più se si vuole lottare fino alla fine per il titolo di campione d’Italia con la Juventus.

Claudio Musella

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