28 giugno 2007-28 giugno 2017: dieci anni di Hamsik con la maglia azzurra

Scritto da il 28 giugno 2017
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Era la serata di esattamente 10 anni fa quando la società azzurra mise a segno quello che sembrava un semplice acquisto di un giocatore ma che si è poi rivelato l’uomo immagine del progetto De Laurentiis, nonché il fedele capitano capace di resistere a difficoltà e tentazioni.

Artefice della trattativa fu l’allora DS del Napoli Pierpaolo Marino, bravo a strappare al Brescia un 19enne slovacco di ottime prospettive: un giovanissimo Marek Hamsik, costato poco più di 5 milioni, firmò il suo primo contratto con il club partenopeo con scadenza 2012. All’epoca pareva una data lontana perché nel mondo del pallone gli accordi servono più che altro a tutelarsi di fronte a eventuali rotture tra le parti, con conseguente cessione: niente di tutto ciò, anche se l’avventura dell’attuale capitano azzurro all’ombra del Vesuvio ha conosciuto pure dei momenti difficili. A cominciare dal debutto in Serie A del neopromosso Napoli di Edy Reja, al ritorno nel calcio che conta dopo anni di inferno: i partenopei pagarono lo scotto dell’emozione contro il Cagliari che espugnò il San Paolo con un netto 2-0. Male i padroni di casa, tra i quali si era comunque salvata la prova di Hamsik, bravo nell’inserirsi tra le linee ma poco lucido sottoporta. Un difetto che col tempo è stato limato alla grande, visto che da quel 26 agosto 2007 a oggi le reti dello slovacco con la maglia del Napoli sono state ben 113, appena due in meno di Maradona, recordman assoluto della storia del club campano.

Se per raggiungere la vetta delle realizzazioni con la casacca azzurra è questione di poco, per scalare la classifica delle presenze totali la faccenda si fa più lunga. Hamsik è a quota 452 contro le 511 di Bruscolotti ma niente panico: il campione slovacco resterà all’ombra del Vesuvio almeno fino al 2020, la deadline fissata dal recente rinnovo, entro la quale l’obiettivo principale sarà quello di cucirsi lo scudetto sul petto a coronamento di un percorso lungo e tortuoso, fatto anche di crisi e cadute. Come quella dell’era Benitez, quando a causa di un malinteso tattico e umano con l’allenatore spagnolo, il rendimento del numero 17 azzurro ha toccato un minimo storico sugellato da tanta panchina e dalle sirene di Milan prima e Juventus poi. Ci ha pensato la cura Sarri a togliere ogni dubbio sul futuro di una storia che è destinata a durare per molto, con la speranza di Hamsik(e non solo) che il capitolo migliore sia ancora da scrivere.

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